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Il MADE IN ITALY è a Forlì con una mostra sull’Art Dèco

Art Déco fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale. Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere

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Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia
Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia

Alla nascita del design e del “Made in Italy” ha fortemente contribuito il fenomeno Déco che ha caratterizzato con decisione il decennio 1919 – 1929 con arredi, ceramiche, tessuti, bronzi, vetri, metalli lavorati, stucchi, gioielli, argenti e abiti.

Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia è la nuova mostra dedicata all’Art Déco ideata e proposta dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: un gusto, una fascinazione, un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea negli anni Venti.
Nell’ambito di una riscoperta recente della cultura e dell’arte negli anni Venti e, segnatamente, di quel particolare gusto definito “Stile 1925”, dall’anno della nota Esposizione universale di Parigi dedicata alle Arts Décoratifs, da cui la fortunata formula Art Déco, che ne sancì morfologie e modelli, nasce l’idea di una mostra che proponga immagini e riletture di una serie di avvenimenti storico-culturali e di fenomeni artistici che hanno attraversato l’Italia e l’Europa nel periodo compreso tra il primo dopoguerra e la crisi mondiale del 1929, assumendo via via declinazioni e caratteristiche nazionali, come mostrano non solo le numerosissime opere architettoniche, pittoriche e scultoree, ma soprattutto la straordinaria produzione di arti decorative.
Il gusto Déco fu lo stile delle sale cinematografiche, delle stazioni ferroviarie, dei teatri, dei transatlantici, dei palazzi pubblici, delle grandi residenze borghesi

La mostra Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia, ospitata nei Musei San Domenico di Forlì dall’11 febbraio al 18 giugno 2017, intende indagare gli anni sfrenati, “ruggenti” come si disse, della grande borghesia internazionale. Anni caratterizzati da uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale, orientato alla ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere.
Il Dèco è dunque l’immaginario di una parte di mondo che ha cercato di affrancarsi dalla feroce banalità del quotidiano, di obliare l’esperienza della guerra, di riscattare ed esaltare il proprio ruolo economico e sociale, di identificare la bellezza con il lusso. Dimentico, più o meno consapevolmente, di ballare sull’orlo di un vulcano.
La mostra Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia ha soprattutto una declinazione italiana, dando ragione delle biennali internazionali di arti decorative di Monza del 1923, del 1925, del 1927 e del 1930, oltre naturalmente dell’expo di Parigi 1925 e 1931 e di Barcellona 1929.

L’esposizione Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia beneficia della collaborazione pluriennale con il Comune di Forlì ed i Musei San Domenico. Altresì la partnership di molti musei italiani e stranieri, nonché di collezionisti e istituzioni private, ha reso il percorso espositivo puntuale ed approfondito. Il curatore è Valerio Terraroli, mentre il comitato scientifico è presieduto da Antonio Paolucci.

MOSTRA
Art Dèco. Gli anni ruggenti in Italia

ORARIO DI VISITA
da martedì a venerdì: 9.30 – 19.00
sabato, domenica, giorni festivi: 9.30 – 20.00
lunedì chiuso
la biglietteria chiude un’ora prima
17 e 24 aprile e 1 maggio apertura straordinaria

INFO E PRENOTAZIONI MOSTRA
tel. 199151134
artdeco@civita.it
www.mostradecoforli.it
Riservato gruppi e scuole: tel. 054336217
Orario call center
dal lunedì al venerdì 9.00 – 18.00
Sabato 9.00 – 12.00 chiuso nei festivi

Modalità di visita e biglietti per la mostra

La visita è regolamentata da un sistema di fasce orarie. La prenotazione è obbligatoria per gruppi e scuole ed è consigliata per i singoli.

Biglietti
Intero € 12,00
Ridotto € 10,00
(per gruppi superiori alle 15 unità, minori di 18 e maggiori di 65 anni, titolari di apposite convenzioni, studenti universitari con tesserino)
Speciale € 5,00
(per scolaresche delle scuole primarie e secondarie, bambini dai 6 ai 14 anni)
Biglietto speciale aperto € 13,00
(visiti la mostra quando vuoi, senza date e senza fasce orarie; puoi regalarlo a chi desideri)
Biglietto speciale famiglia € 25,00
(valido per l’ingresso di due adulti e 2 minori – fino ai 14 anni)
Biglietto gratuito
(per bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, diversamente abili con accompagnatore, due accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino, guide turistiche con tesserino)
Il biglietto comprende le radioguide (obbligatorie per i gruppi) e le audioguide (disponibili anche in inglese; versione speciale per bambini)

Il biglietto della mostra consente l’ingresso con tariffa scontata alla Pinacoteca Civica e a Palazzo Romagnoli

Prenotazioni
Individuale € 1,00
Scuole (per studente) € 0,50

Visite guidate
Gruppi € 85,00

Visite in lingua € 110,00
Scuole € 55,00

Laboratori per scuole
È possibile abbinare alla visita guidata delle classi un laboratorio al costo di 1 € a studente

per info: www.mostradecoforli.it

Sono previsti itinerari turistici per i gruppi che volessero effettuare, oltre alla visita della mostra, un percorso guidato nella città e nel territorio.
Per info: Confguide Forlì – Cesena. Federazione guide turistiche affiliata ad Ascom – tel. 0543 37 80 75

Servizi in mostra

Accesso e servizi per disabili
Guardaroba gratuito – Caffetteria – Bookshop
Servizi di accoglienza
Civita
Servizio audioguide e radioguide
Start – Service & technology for art
Sistema di biglietteria
TicketOne
Sorveglianza
Formula Servizi Soc. Coop.
Catalogo e bookshop Silvana Editoriale

Art Dèco

Un gusto, una fascinazione, un linguaggio che ha caratterizzato la produzione artistica italiana ed europea negli anni Venti, con esiti soprattutto americani dopo il 1929. Ciò che per tutti corrisponde alla definizione di Art Déco fu uno stile di vita eclettico, mondano, internazionale. Il successo di questo momento del gusto va riconosciuto nella ricerca del lusso e di una piacevolezza del vivere, tanto più intensi quanto effimeri, messa in campo dalla borghesia europea dopo la dissoluzione, nella Grande guerra, degli ultimi miti ottocenteschi.
Dieci anni sfrenati, “ruggenti” come si disse, della grande borghesia internazionale, mentre la storia disegnava, tra guerra, rivoluzioni e inflazione, l’orizzonte cupo dei totalitarismi.
La relazione con il Liberty, che lo precede cronologicamente, fu dapprima di continuità, poi di superamento, fino alla contrapposizione. La differenza tra l’idealismo dell’Art Nouveau e il razionalismo dell’Art Déco appare sostanziale. L’idea stessa di modernità, la produzione industriale dell’oggetto artistico, il concetto di bellezza nella quotidianità mutano radicalmente: con il superamento della linea flessuosa e asimmetrica legata a una concezione simbolista nasce un nuovo linguaggio artistico. La spinta vitalistica delle avanguardie storiche, la rivoluzione industriale sostituiscono al mito della natura lo spirito della macchina, le geometrie degli ingranaggi, le forme prismatiche dei grattaceli, le luci artificiali della città.
Nell’ambito di una riscoperta recente della cultura e dell’arte negli anni venti e, segnatamente, di quel particolare gusto definito “Stile 1925” dall’anno dell’Esposizione universale di Parigi dedicata alle Arts Décoratifs, da cui la fortunata formula Art Déco, che ne sancì morfologie e modelli, nasce l’idea di questa mostra.
Il gusto déco fu lo stile delle sale cinematografiche, delle stazioni ferroviarie, dei teatri, dei transatlantici, dei palazzi pubblici, delle grandi residenze borghesi: si trattò, soprattutto, di un formulario stilistico, dai tratti chiaramente riconoscibili, che ha influenzato a livelli diversi tutta la produzione di arti decorative, dagli arredi alle ceramiche, dai vetri ai ferri battuti, dall’oreficeria ai tessuti, alla moda negli anni venti e nei primissimi anni trenta, così come la forma delle automobili, la cartellonistica pubblicitaria, la scultura e la pittura in funzione decorativa. Le ragioni di questo nuovo sistema espressivo e di gusto si riconoscono in diversi movimenti di avanguardia (le Secessioni mitteleuropee, il Cubismo e il Fauvismo, il Futurismo) cui partecipano diversi artisti quali Picasso, Matisse, Lhote, Schad.
La mostra ha una declinazione soprattutto italiana, dando ragione delle biennali internazionali di arti decorative di Monza oltre naturalmente dell’Expo di Parigi 1925 e 1930 e di Barcellona 1929. Il fenomeno Art Déco attraversò con una forza dirompente il decennio 1919-1929 con arredi, ceramiche, vetri, metalli lavorati, tessuti, bronzi, stucchi, gioielli, argenti e abiti impersonando il vigore dell’alta produzione artigianale e proto industriale e contribuendo alla nascita del design e del “Made in Italy”.
La richiesta di un mercato sempre più assetato di novità, ma allo stesso tempo nostalgico della tradizione dell’artigianato artistico italiano, aveva fatto letteralmente esplodere negli anni venti una produzione straordinaria di oggetti e di forme decorative: dagli impianti di illuminazione di Martinuzzi, di Venini e della Fontana Arte di Pietro Chiesa, alle ceramiche di Gio Ponti e di Andlovitz, dalle sculture di Wildt, Martini e Andreotti, alle statuine Lenci o alle originalissime sculture di Tofanari, dalle bizantine oreficerie di Ravasco agli argenti dei Finzi, dagli arredi di Buzzi, Ponti, Lancia e Portaluppi alle sete preziose di Ravasi, Ratti e Fortuny, come agli arazzi in panno di Depero.
Non si è mai allestita in Italia una mostra completa dedicata a questo variegato mondo di invenzioni. Obiettivo dell’esposizione è mostrare il livello qualitativo, l’originalità e l’importanza che le arti decorative moderne hanno avuto nella cultura artistica italiana connotando profondamente i caratteri del Déco anche in relazione alle architetture e alle arti figurative: la grande pittura e la grande scultura. Sono qui essenziali i racconti delle opere di Galileo Chini, pittore e ceramista, affiancato da grandi maestri, come Zecchin e Andlovitz, che guardarono a Klimt e alla Secessione viennese; le invenzioni del secondo Futurismo di Depero, Balla e Mazzotti; i dipinti, tra gli altri, di Severini, Casorati, Martini, Cagnaccio di San Pietro, Bocchi, Bonazza, Bucci, Marchig, Oppi, Metlicovitz.
Trattandosi di un gusto, di uno stile di vita, non mancarono influenze e corrispondenze con il cinema, il teatro, la letteratura, le riviste, la moda, la musica. Dalla Scala a Hollywood, alle pagine indimenticabili de Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald, ad Agata Christie, Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio.

Forlì, Musei San Domenico
Piazza Guido da Montefeltro
11 febbraio – 18 giugno 2017

Comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci
Mostra a cura di Valerio Terraroli
Direzione generale Gianfranco Brunelli

Informazioni e prenotazioni mostra
tel. 199 15 11 34
Riservato gruppi e scuole
tel. 0543 36 217
artdeco@civita.it
www.mostradecoforli.it
Orario call center
dal lunedì al venerdì 9.00 – 18.00
sabato 9.00 – 12.00; chiuso nei festivi

Come arrivare a Forlì

in auto:
autostrada A14 da Bologna e da Rimini, uscita Forlì; strada statale n. 9 (via Emilia)

in treno:
principali collegamenti con il Nord e Sud Italia attraverso le linee Milano-Bologna-Ancona e Milano-Bologna-Firenze-Roma
www.trenitalia.com

servizio Taxi e Bus:
Radio Taxi Forlì – tel. 0543 31 111
dalla Stazione FFSS: linee 1A/1B (la navetta transita ogni 5 minuti circa) www.startromagna.it

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