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Borghi fantasma, un Appennino tutto da raccontare

130 borghi del ‘600, praticamente tutti sull’Appennino, abbandonati ma integri, così come erano; e sempre più olandesi comprano casa e terre sull’Appennino Emiliano

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Borghi fantasma escursione
Borghi fantasma escursione

Tra Emilia, Toscana e Liguria circa 130 borghi del ‘600, abbandonati ma integri: non solo case. Fienili, stalle, vicoli, cappelle, i borghi così come erano.
“In Italia i borghi fantasma, incluse le frazioni, sono circa 130, praticamente tutti sull’Appennino, tutti da raccontare. Un unico, grande museo, memoria della nostra storia da tutelare. Il rilancio dell’Appennino passa attraverso la valorizzazione dei borghi abbandonati. Domenica 26 marzo – annuncia Stefano Spinetti, Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane – entreremo in un “borgo fantasma”, risalente al 1600, simbolo dello spopolamento dell’Appennino: gli abitanti lo hanno progressivamente abbandonato ed ora può raccontarci una storia. Entreremo nelle case, edifici, vicoli, cortili di Bozzi, risalenti al ‘600, ai confini tra Emilia, Toscana e Liguria per i 25 anni delle Guide Ambientali Escursionistiche Italiane”.

Censiti ben 120 mulini ad acqua – “L’Appennino è un grande museo. Nelle sole Valli Taro e Ceno, in Emilia, abbiamo censito ben 120 Mulini ad acqua. Domenica entreremo nei suoi borghi fantasma per vedere dal vivo anche l’edilizia a chilometro zero. A Bozzi, questo è il nome del borgo fantasma, ai confini tra Emilia, Toscana e Liguria, vedremo le antiche case abbandonate, le vecchie stalle, molti attrezzi contadini, tracce di una civiltà ormai scomparsa ma anche vicoletti e cappelle. Per rilanciare queste valli nascoste e meravigliose – ha affermato Emanuele Mazzadi, architetto AIGAE, specializzato in restauro degli edifici antichi e Presidente delle Guide Ambientali Escursionistiche della Val Taro e Val Ceno in Emilia Romagna – bisogna quindi puntare sulla conservazione della bellezza del paesaggio e sull’attento recupero dei fabbricati e dei borghi. Troppo spesso i borghi storici sono stati rovinati da pessime ristrutturazioni. Noi illustreremo le tecniche costruttive degli edifici, che sfidano il tempo essendo interamente costruiti con materiali reperiti in loco: pietra arenaria e calcarea per i muri, gli archi e le volte, calce per la malta, legno per i solai, i tetti, le pareti divisorie. La conoscenza dei materiali e delle tecniche costruttive locali consente il recupero dei borghi e il rilancio delle valli di montagna.

Case e borghi edilizia sostenibile
Case e borghi edilizia sostenibile

A Bedonia, invece vedremo come è possibile restaurare un borgo con edilizia sostenibile a chilometro zero. Per il restauro della pavimentazione è stata usata la pietra arenaria di Carniglia, proveniente dalle vicine cave ed esportata in tutto il mondo. Saremo sulle antiche vie del paese, percorreremo il “vicolo delle Moline”, area in cui sorgevano i mulini che servivano la vallata. Raggiungeremo il piccolo borgo di Roncole, in cui potremo capire l’organizzazione di un territorio montano tradizionalmente legato all’agricoltura. In ognuno di questi borghi vedremo tutta insieme l’edilizia storica dell’Emilia, della Toscana e della Liguria. L’Appennino è la “spina dorsale d’Italia”, il crocevia delle culture che compongono la penisola. L’Appennino custodisce tesori meravigliosi, da ritrovare giorno dopo giorno!”.

Sempre più olandesi comprano casa e terre sull’Appennino Emiliano

“Sempre più olandesi comprano casa e terre sull’Appennino Emiliano. Sono gli stranieri ad avere intuito per primi il potenziale di queste aree (valli del Taro e del Ceno). Intanto sull’Appennino vero boom per il turismo ambientale. Tutte le nostre escursioni del 2016 hanno fatto registrare il tutto esaurito – continua Emanuele Mazzadi – e per il 2017 siamo già richiestissimi. Queste vallate negli ultimi decenni hanno subito un grave spopolamento ma adesso si sta registrando un’inversione di tendenza. Anche i turisti italiani ora stanno riscoprendo l’Appennino. Le persone amano il verde e la pace dell’Appennino e sono affascinati da questi luoghi da riscoprire. Le mie escursioni sono in antichi villaggi, anche disabitati con un occhio attento ai mulini, essiccatoi, case in pietra e tutte concentrate fra Appennino (Val Taro, Val Ceno, Val Trebbia, Val Baganza) e Mar Ligure (Cinque Terre e Golfo del Tigullio)”.