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Ti Mando a Gaeta! Visita teatralizzata alla scoperta del carcere della città

La visita teatralizzata si è svolta lungo un percorso in cui figuranti hanno impersonato personaggi della storia che hanno avuto a che fare con il carcere di Gaeta

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carcere di Gaeta

Ti mando a Gaeta… alla scoperta del carcere militare. Un tuffo nel passato tra quattro mura che custodiscono la storia di una città e dei suoi carcerati. E’ fra quelle antiche mura che giovedì 10 agosto si è svolta la visita teatralizzata curata da “I Tesori dell’arte” in collaborazione con la Pro Loco di Gaeta e con la preziosa partecipazione dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale.
Si tratta di un evento ideato per far conoscere la storia di un importante simbolo storico – monumentale della città del golfo. Un appuntamento già tenutosi il 23 e il 28 luglio e che si ripeterà nei giorni del 16 e 25 agosto. L’evento prende il nome dalla minaccia di reclusione nel carcere militare nel Castello Angioino – Aragonese che incombeva sugli italiani dalla fine del 1800 agli anni ’80. Un’imperdibile lezione di storia del Sud d’Italia!

Carcere di Gaeta esterno

Non è facile risalire al periodo in cui fu costruito il Castello di Gaeta. Probabilmente fu eretto nel VI secolo. Notizie certe si hanno al tempo di Federico II di Svevia, il quale, durante il periodo delle lotte col papato, soggiornò in diverse occasioni in Gaeta. La struttura è grande circa mq 14.100, ed è detta Castello Angioino-Aragonese perché è composta da due edifici comunicanti realizzati in due momenti storici diversi, uno più in basso detto “Angioino”, realizzato durante la dominazione francese degli angioini, e uno più in alto detto “Aragonese”, fatto costruire dall’imperatore Carlo V insieme a tutte le altre opere di difesa militare che andarono a rafforzare la Piazzaforte di Gaeta.

serratura

L’ala angioina fino a pochi anni fa è stata sede del Carcere Militare di Gaeta, attualmente è di proprietà del Comune di Gaeta, chiusa in attesa di restauro, e vi è un protocollo d’intesa firmato tra la Città di Gaeta e l’Università di Cassino (FR) che intende destinare in futuro tale ala del castello come sede delle facoltà universitarie di discipline marinare. Essa è munita di tre torri a forma di cono tronco che guardano la città, in particolare il “torrione”.

L’ala aragonese è munito in tre dei suoi angoli di torri cilindriche. Quella ad ovest è la più elevata ed è nota come “Torre alfonsina” dal nome di Alfonso di Aragona. Il quarto angolo, privo di torre, è rivolto verso verso la città. Fino al termine della II Guerra Mondiale è stata sede di un Battaglione Allievi Carabinieri, oggi invece ospita la Scuola Nautica della Guardia di Finanza.

cella

Nella cupola della torre più alta del castello vi è la Cappella Reale, voluta dal re Ferdinando di Borbone nel 1849.

La visita teatralizzatasi è svolta lungo un percorso in cui figuranti hanno impersonato personaggi della storia che hanno avuto a che fare con il carcere. A dare il benvenuto ai visitatori è stato Federico II di Svevia, a seguire Alfonso d’Aragona, Maria Cristina di Savoia, Francesco II di Borbone, Maria Sofia di Wittlesbach, un Comandante del carcere, Herbert e Anneliese Kappler ed un testimone di Geova. La visita è stata accompagnata dai monologhi di Maurizio Rata, Giovanni Muto e Laura Fiordaliso, e le narrazioni di Lino Sorabella, che per l’occasione ha indossato i panni di un capitano dell’esercito e la regia di Gianni Villani.

In occasione dell’anniversario della resa di Gaeta, al termine della visita teatralizzata, sarà possibile ammirare armi da fuoco, armi bianche, palle di cannone e proiettili “cavalli” della collezione del Museo del Fronte e della Memoria

Per maggiori informazioni e prenotazione (obbligatoria): prenotazioni@tesoriarte.it – Tel. 3898256341 (anche whatsapp)