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Archivio Storico: in tavola il menù borbonico

Il rinomato locale di via Scarlatti a Napoli apre alla cucina borbonica

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candele genovese

Il rinomato locale di via Scarlatti a Napoli, Archivio Storico, ha deciso di presentarsi ai suoi clienti in una nuova veste. Non più premium bar ma ristorante  con tanto di menù in tavola. E non parliamo dei soliti piatti ma di una cucina d’eccezione, quella dei Borbone. Nelle sue cucine, infatti, si preparano piatti raffinati recuperati da quelli della tradizione borbonica scritti dai Monzù, i grandi cuochi provenienti da Parigi per rendere gourmet la cucina popolare partenopea rivisitati dallo chef Roberto Lepre cui ha aggiunto un tocco di personalità.

E’ per questo motivo che il rinomato locale, sabato 11 novembre, ha aperto le sue porte a giornalisti del settore enogastronomico e a food blogger che hanno degustato pietanze dell’epoca preparate e reinterpretate dall’eccellente chef coadiuvato da una brigata d’eccezione.

moscardini alla luciana

Non solo, dunque, all’Archivio Storico è possibile bere ottimi vini e cocktail, intrattenersi con iniziative culturali ed eventi di spessore, ma anche una cucina sicuramente da provare come la genovese, il sartù, il soffritto, ma non solo. A chi non piace la parmigiana di melanzane, un piatto saporito, la cui prima testimonianza storica è contenuta nel “Cuoco Galante” (1733) di Vincenzo Corrado (cuoco al servizio delle più importanti famiglie aristocratiche della Napoli del ‘700) – che secondo il ricettario veniva preparata con le melanzane o le zucchine fritte nello strutto e poi condite con parmigiano e burro, e infine ripassate in forno – nelle cucine dell’Archivio si trasforma in “Melanzane alla parmigiana in vasocottura”.

uovo purgatorio

A fare gli onori di casa sono stati Luca Iannuzzi, patron del locale e lo chef Robert Lepre. Entrambi hanno condiviso il nuovo progetto, ovvero quello di sposare la cucina borbonica all’interno del locale che fino a pochi giorni fa è stato un premium bar e quindi un punto di riferimento per i buongustai della Napoli alta legati al mondo del beverage e  del vino.

zuffritto

“In qualità di Cavaliere di Merito del Sacro Militare ordine costantiniano di San Giorgio di Napoli” – ha dichiarato il proprietario Luca Iannuzzi – “sono vicino alla cultura dei Borbone da sempre. Far veicolare questo  genere di cultura, almeno 4-5 anni fa quando ho aperto l’Archivio Storico era già un po’ più difficile. Oggi sono tante le persone vicine alla cultura borbonica e che la condividono. Veicolare attraverso il cibo, attraverso la ristorazione un po’ di cultura dei piatti che furono di quell’epoca mi sembrava un’idea interessante. Poi nel confronto con Roberto Lepre ci siamo accorti che la cucina dei Monzù, quella cioè di casa dei nobili e di corte, era stata messa nel corso degli anni un po’ in ombra rispetto alla cucina napoletana che oggi chiamiamo classica napoletana che è praticamente “cucina di mare” e non ci spiegavamo il perché del successo di una cucina che all’epoca era popolana e popolare rispetto ad una cucina che invece era più ricercata e che aveva origini francesi. Da qui l’idea di studiare questi piatti e attualizzarli . “

mela annurca

Dopo una saporita genovese, una gustosa parmigiana di melanzane, uno stuzzicante assaggio di moscardini alla Luciana, il pranzo non poteva non concludersi con l’arrivo in tavola di lui, sua maestà il “Babà”, il dolce che – non tutti sanno – affonda le sue radici in Polonia (il “babka ponczowa” era un dessert a lievitazione naturale), poi importato in Francia dallo zar polacco Stanislao Lesczynski lì in esilio – fu reinterpretato dai pasticceri parigini e per l’occasione presentato ai “commensali” dell’Archivio Storico in una nuova versione – arricchita con crema alla vaniglia bourbon e amarena – che prende il nome di “Lazzarone” (così come veniva appellato il re Ferdinando IV).