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19 agosto 1954, addio Alcide De Gasperi

Dopo la caduta del regime fascista, Alcide De Gasperi è tra i fondatori del partito della Democrazia Cristiana; dal 1945 è presidente del Consiglio dei Ministri

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Alcide De Gasperi

Il 19 agosto 1954, a Borgo Valsugana in  provincia di Trento, muore  Alcide De Gasperi, politico cattolico e tra le figure più rilevanti della storia europea del XX secolo.
Alcide De Gasperi viene ricordato da “Il giorno e la Storia” in onda oggi 19 agosto a mezzanotte, e in replica alle 5.30, 08.30, 11.30, 14.00 e alle 20.10 su Rai Storia.
Nato a Pieve Tesino, in Trentino, Alcide De Gasperi è, dal 1921 al 1926, deputato al Parlamento italiano per il Partito Popolare, di cui diventa segretario nel 1924, dopo che Don Sturzo era stato costretto da Mussolini all’esilio.
Nel 1927, De Gasperi è arrestato per antifascismo. Condannato a 4 anni, rimane in carcere fino all’estate del 1928. Per evitare ulteriori persecuzioni da parte del regime fascista, si rifugia in Vaticano, dove viene assunto in qualità di bibliotecario.
Dopo la caduta del regime, è tra i fondatori del partito della Democrazia Cristiana – di cui diviene segretario – e lo rappresenta in seno al Comitato di Liberazione Nazionale.
Negli anni della ricostruzione De Gasperi ha due grandi progetti: ancorare l’Italia all’Occidente e costruire un grande partito cattolico. Riesce ad ottenere gli aiuti del piano Marshall per la ricostruzione dell’economia italiana e ha un ruolo di primo piano nel processo di integrazione europea, diventando uno dei padri fondatori dell’Unione europea.
Dal dicembre 1945, De Gasperi diventa presidente del Consiglio dei Ministri conservando la carica per sette mandati consecutivi.