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I Fenici e la Sardegna nuragica

La Sardegna è la terra dei nuraghi: la civiltà sarda, nell’ultimo millennio prima di Cristo, si è sviluppata grazie all'incontro con i Fenici

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Nuraghe, Sardegna

La Sardegna è la terra dei nuraghi (da Nur = mucchio di pietre): costruzioni di pietra a forma tronco conica. Sparse a migliaia in ogni angolo dell’isola, queste torri preistoriche sono il principale elemento fondante dell’immaginario dell’isola. Un immaginario che prende forma nel documentario “I Fenici e la Sardegna nuragica” di Elisabetta Castana e Lucrezia Lo Bianco, con la consulenza scientifica di Luca Peyronel, in onda stasera in tv, su Rai Storia, alle 21.10.

I nuraghi disegnano una terra primitiva che sembra mantenere inalterate le sue caratteristiche e il suo fascino antico. E alimentano l’immagine inventata di una Sardegna immune da contatti e influenze esterne. Uno stereotipo che nel secolo scorso è sfociato persino nell’ideologia razziale. Alla fine degli anni ’30, si teorizza l’idea di un’autentica razza sarda, che non è mai stata contaminata da culture considerate inferiori, come quella fenicia. Quei pochi, sporadici contatti con popolazioni orientali, hanno riguardato solo le zone costiere, mentre le zone interne dell’isola sono rimaste fieramente isolate
Decenni di ricerche archeologiche in Sardegna hanno fatto giustizia di queste derive razziste. E oggi ci raccontano il vero volto della civiltà sarda, che nell’ultimo millennio prima della nascita di Cristo si è sviluppata grazie a un incontro fondamentale, quello con i Fenici.
Il programma tv “Italia. Viaggio nella bellezza” va alla scoperta della Sardegna fenicia: un viaggio tra i santuari, gli empori commerciali, i misteriosi tofet, i reperti che raccontano il diffondersi di questo popolo orientale in questa meravigliosa isola del Mediterraneo occidentale.