Amabili Resti
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Tratto dal bestseller di Alice Sebold, “The Lovely Bones”, Peter Jackson sarà nelle sale italiane dal 12 febbraio con Amabili resti, interpretato da una grandiosa Saoirse Ronan (nei panni di Susie).
“Mi chiamo Salmon, come il pesce. Di nome Susie”. Con questa dichiarazione la voce fuori campo di Susie si presenta, senza nascondere la macabra realtà d’essere morta.
Una vita spezzata che dall’aldilà (ancora non raggiunto) reclama vendetta, guidando i propri cari nella ricerca del "mostro" che la uccise in una fredda giornata d’inverno del 1973. Nonostante si venga a conoscenza del carnefice sin da subito – il vicino di casa (Stanley Tucci) - la storia non perde di attrattiva, anzi ne acquista.
I Salmon sono una famiglia di città dal sapore autentico: l’amore per i figli, l’ascolto reciproco, i momenti di gioco, la cena tutti assieme. E poi, la tragedia. La piccola Salmon (quattordici anni) che non rincasa per cena – “Sarà al centro commerciale con le amiche” dice la madre (Rachel Weisz) senza paura. Poi più nulla. Susie non è al centro commerciale. Susie non è neppure dalla sua amica del cuore. Susie è scomparsa. Susie non tornerà.
Peter Jackson trascina lo spettatore nella tragedia di una famiglia che si decompone con la velocità della luce: il padre (Mark Wahlberg), ormai preda delle paranoie, vede mostri ovunque ed è pronto ad accusare chiunque pur di trovare l’assassino della figlia – un padre è sempre un padre; la madre, ormai devastata, scappa di casa per trovare un po’ di pace lontano da quella stanza (la cameretta di Salmon) in cui non è mai più riuscita ad entrare.
Solo la sorella (Rose McIver) scopre l’identità del mostro, realizzando così che si nascondeva più vicino di quanto non si potesse credere.
A stonare col libro è però l’ambientazione: la ghost-story (molto Ghost sul finale), che viaggia sui binari paralleli della vita reale e quelli del “limbo” in cui si trova Salmon, è surreale e a volte (troppo) fiabesca.
Pubblicato il 6 Febbraio 2010 | Letto 100 volte

