Dal Louvre 'Disegni Romani di Lancelot-Theodore Turpin De Crissè'
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Direttamente dalle collezioni di Louvre i “Disegni romani di Lancelot-Théodore Turpin de Crissé’, del Louvre.
Lancelot-Théodore Turpin de Crissé (1782-1859), di nobili origini, ebbe un’infanzia poverissima negli anni della Rivoluzione e del Terrore, quando allievo dei suoi stessi genitori , entrambi pittori dilettanti, apprese a dipingere facendone la sua professione. Notato da Giuseppina, entrò a far parte della sua piccola corte alla Malmaison, e ricevette poi negli anni della Restaurazione una cospicua eredità che gli permise una vita estremamente agiata – consona al suo rango ed al titolo comitale ereditato – ed una interessante attività di collezionista. Rivalutato solo recentemente, è stato oggetto nel 2007 di una ampia mostra antologica tenutasi al Musée de la Ville di Angers, dove sono conservate molte delle sue opere e le sue raccolte di arte antica.
Nel 1807 giungeva a Roma da Parigi un giovane artista francese, pittore di paesaggio già premiato al Salon del 1806. Era al primo dei suoi viaggi in Italia che si sarebbero ripetuti nel 1818, nel 1824, nel ‘29 e poi ancora nel 1838. Lancelot-Théodore Turpin de Crissé , amico di Ingres e di Granet, lasciò al Musée du Louvre una ricca raccolta dei suoi studi di paesaggio e di vedute italiane che fecero la sua fortuna di pittore.
Curata da Patrizia Rosazza Ferraris e installata nel Gabinetto della Grafica del Museo Praz, la mostra attinge dagli oltre 150 fogli della collezione messa a disposizione dal Département des Arts Graphiques del Louvre, concentrandosi su 24 disegni romani dell’artista, appunti romani che colgono i vari aspetti della città, il Tevere e i suoi ponti, i palazzi, le chiese, le rovine aggredite dalla vegetazione, le ville ricche di marmi antichi, i grandi parchi, gli ampi panorami fitti di cupole e altane ed i vasti orizzonti della desolata campagna romana.
I luoghi sono quegli stessi ricordati e descritti da Mario Praz nei suoi molti, saggi brevi sulla città, raccolti nei due volumi del Panopticon romano (1967) e nel Panopticon romano secondo (1978) ed i disegni di Turpin ben si abbinano anche ai rari paesaggi romani collezionati dal Professore stesso come la veduta della Basilica di San Giovanni in Laterano di Michallon, la Villa Celimontana di John Newbolt, il Colonnato di San Pietro di Daniel Dupré o il Giardino del Lago a Villa Borghese che Carlo Labruzzi dispiega alle spalle del ritratto di Teresa Pikler Monti dipinto nello stesso anno (1807) dell’arrivo a Roma del giovane Turpin.
Tra i disegni di Turpin esposti spiccano particolarmente “Vue du temple du soleil et de la lune” del 1808, “Vue des ruines du Temple de la Paix” del 1808, “Vue du Palais Saint Marc à Rome” del 1808 e “Casino de la Villa Poniatowski” del 1824. L’occasione che viene offerta al visitatore è duplice: scoprire un vero talento di artista in una cornice poetica e suggestiva.
Al terzo piano di Palazzo Primoli, in un’atmosfera sospesa, la casa-museo Praz offre al visitatore la possibilità di immergersi negli ambienti che il collezionista Mario Praz (1896-1982), anglista e critico di levatura internazionale, ha provveduto ad arredare nel corso della sua lunga vita. Oltre milleduecento opere tra mobili, dipinti, disegni, marmi, argenti, bronzi, cristalli, databili tra la fine del ‘700 e la prima metà dell’ ‘800, compongono una collezione rimasta integra per espressa volontà del suo fondatore.
Museo Mario Praz,
Via Zanardelli, 1 Roma
Per prenotazioni tel. 06/6861089
Tel: +39 066861089
Fax +39 063221579
Orario:
tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30
tranne il lunedì dalle ore 14.30 alle ore 18.30
Biglietti:
ingresso libero
Pubblicato il 5 Febbraio 2010 | Letto 359 volte

