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Comunicare oltre le convenzioni. Il “Muto” di Blu

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Blu facciata del Tate Modern (Foto di Sara)

Blu è un visionario artista di strada, bolognese e giramondo allo stesso tempo.
In quel di Bologna si è fatto notare per le sue opere di grandi dimensioni sparse sui muri della città.
Il suo linguaggio si basa sul disegno, sul filmato, sul graffito. I suoi strumenti sono quelli tradizionali: pennelli e vernice.
Quella di Blu è un arte non convenzionale, senza alcuno status ufficiale e priva di collocazione istituzionale, non è la classica street art fatta di murales criticati da molti, non usa la bomboletta spray o la tag.
Quello di Blu è un universo popolato di uomini mutanti, città alienanti, immagini disordinate.
Umanoidi dalle misure variabili, vizi e virtù della nostra specie, animali e simili, riferimenti alla religione e alla tradizione culturale.
Riesce ad imprimere ai suoi giganteschi personaggi una forte carica politica e sociale, creature simbolo delle problematiche della realtà contemporanea (come i lavori per riflettere sull’abolizione della pena di morte realizzati nel 2007 a Scandicci). 
Il risultato è d'impatto e se ne sono accorti in tutto il mondo. Dopo anni di performance metropolitane Blu si può considerare un artista riconosciuto internazionalmente.
Ha dipinto ovunque, dopo aver disegnato sui muri di Spagna (un’opera di grandi dimensioni nella periferia di Barcellona), Germania, Inghilterra, Argentina, Costa Rica, Nicaragua, Messico, Guatemala e Brasile, ed aver preso parte a mostre collettive a New York e Berlino, Blu è stato chiamato ad intervenire su una parete esterna del Tate Modern Museum di Londra.
Sulla facciata del Tate ha realizzato una gigantesca testa aperta, in cui al posto del cervello c’è una fabbrica in funzione.
E’ riuscito a lasciare la sua testimonianza, insieme ad altri artisti, anche sul discusso muro che cinge Betlemme.
Il suo passare lascia tracce visibili nell’archivio telematico della rete, basta notare come il suo video “Muto” appena messo on line (nel maggio 2008) è diventato subito un cult per gli internauti.
“Muto” è un misto di pittura su muro e animazione, realizzato con la tecnica dello stop motion, cioè frame by frame, con la cinepresa che impressiona un fotogramma alla volta.
Perché il movimento appaia scorrevole sono necessari circa 24 fotogrammi al secondo, e questo dà l'idea di quanto sia eccezionale e folle allo stesso tempo l'ultimo video messo in rete da Blu. Per realizzarlo ci vuole più lavoro e tempo di quando si possa immaginare, ma c'è del metodo nella sua follia: Blu compone il suo graffito alla parete, lo filma per il tempo necessario, poi modifica la figura quel tanto che basta per dare l'illusione del movimento, la filma ancora, quindi torna a dipingere; e così via per sette minuti. “Muto” è stato girato a Baden (Germania) e a Buenos Aires, tutto comincia da un muro di mattoni da cui escono una serie di mani e da lì ci trasporta in un universo che non ha limite se non quello dell'immaginazione dello stesso autore.
Tra marciapiedi, passanti, automobili, incrostazioni sul muro, scritte, manifesti e botole prendono vita le forme di Blu, raccontando con lucido sarcasmo la crescita e la morte.
Dall’opera, davvero incredibile, si percepisce il suo pessimismo verso l’essere umano, non viene fuori mai niente di buono da un uomo, e alla fine una valanga di formiche sbranano l’uomo per lasciarne solo lo scheletro!
A volte Blu realizza le sue opere nell’anonimato, affida la sua identità al segno, del tutto particolare, che riempie di ammirazione quanti hanno imparato a conoscerlo. Quella di Blu è una forma di comunicazione che ha trovato nuovi spazi per esprimersi e grazie alla rete Blu è ammirato e conosciuto in tutto il mondo.
Il suo sito è molto originale, realizzato come un diario, vi sono pubblicate le foto delle sue opere, i suoi video, e tiene i suoi fan costantemente aggiornati sui suoi spostamenti e i suoi pensieri (www.blublu.org ).


Sara Sbaffi
Pubblicato il 26 Gennaio 2010 | Letto 194 volte