"Centro Donna e Centro Antiviolenza" di Napoli: uno spazio a disposizione delle donne
Stampa
|
Invia articolo

"Donne picchiate, donne violentate, donne senza più lacrime!" Sempre più donne sono, purtroppo, ancora oggi, vittime di maltrattamenti e violenze da parte degli uomini. Lo scorso 25 novembre è stata celebrata la "Giornata mondiale contro la violenza sulle donne" istituita dalle Nazioni Unite nel 1999 allo scopo di sensibilizzare governi, istituzioni e società civile. L'ONU ha scelto questo giorno per ricordare la tragica vicenda delle sorelle Mirabald che furono violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre 1960 per ordine del dittatore Truijllo. Molte sono state le manifestazioni organizzate in Italia. Tra le più importanti c'è stato il corteo nazionale che si è tenuto a Roma il 28 novembre. Secondo l'Istat in Italia sono 6,7 milioni le donne italiane che nel corso della vita hanno subito una violenza fisica o sessuale. Molto è stato fatto finora, ma c'è ancora molto da fare! Ne parliamo con la dottoressa M. Rosaria Ferre, responsabile del "Centro Donna" del Comune di Napoli.
"La violenza subita dalle donne non è solo sessuale, ma anche psicologica, economica e fisica. Le donne, oggi, hanno più consapevolezza e più coraggio, ma anche più opportunità di potere denunciare le loro violenze. Diffondere, reagire, cercare di incidere sulla società civile è il modo migliore per prevenire questo fenomeno. La piaga più grossa è quella di tipo culturale. Non è possibile dire se siano più le donne giovani o quelle mature a subire violenza. Questo è un fenomeno che coinvolge un pò tutte, anche se nelle nostre statistiche abbiamo un numero di donne più adulte, non giovanissime. Sono maggiori gli episodi di violenza tra le mura domestiche o all'esterno? Sicuramente quelli tra le mura domestiche. Uscire da storie del genere è più difficile perchè non è verso uno sconosciuto che la donna deve muoversi, ma verso una persona con la quale c'è un legame affettivo, che poi si è trasformato. Magari non ci si è accorti che il rapporto è iniziato così, con certi episodi di violenza a cui si dava un senso legato ad un concetto di "amore".
Oggi è importante coinvolgere gli uomini. A tal proposito è nata, da poco, un'associazione nazionale di uomini "Maschile Plurale", cui prendono parte uomini che si interrogano su questo fenomeno.
Quando è nato il "Centro Antiviolenza" presso il Centro Donna?
Il "Centro Donna" è nato nel 1979 come centro documentazione. In seguito, si è capito che andava gestito come servizio con una serie di attività, seminari. Abbiamo cominciato con un servizio di "consulenza legale" verso il 1983-84, perchè, inizialmente vedevamo il disagio delle donne rispetto a delle situazioni strettamente legali. Molte volte le donne ci contattavano per una motivazione, poi il loro ascolto ci portava a comprendere che dietro c'era una storia di violenza.
Che tipo di percorso seguono le donne che si rivolgono a voi?
Nella prima fase c'è un "ascolto attivo" per cercare di fare il punto su quello che la donna ci racconta. Viene poi creato un progetto individualizzato che comprende un percorso di tipo psicologico e legale.
Come "Centro Donna" abbiamo sempre cercato di offrire una linea di sostegno. Se una donna riesce ad uscire da una storia di violenza, si troverà a dovere gestire una nuova vita. Per questo abbiamo istituito uno sportello di orientamento a lavoro. Ma qui svolgiamo anche alcuni lavori per la salute come corsi di yoga, counseling psicologico ed altro ancora. Cerchiamo di creare una rete di impegni che possa fornire alla donna un certo sostegno. Ci siamo sempre occupate di "politiche di genere".
Con l'Università "Suor Orsola Benincasa" abbiamo aperto un punto d'ascolto non solo specifico sulla violenza ma che si occupa di diverse tematiche, per una fascia più giovane e anche culturalmente più elevata."
Nato da un protocollo d'intesa tra l'università il Centro Donna e il Comune di Napoli, lo sportello "Pari e Dispari" è un servizio gratuito di ascolto rivolto soprattutto a studenti e studentesse iscritti ai corsi di Laurea dell'Unisob, ai docenti e al personale amministrativo di ateneo e ai cittadini e cittadine del quartiere.
Un luogo capace di captare bisogni specifici ed orientarli verso interventi qualificati offerti dai servizi sociali territoriali. Tutto questo perchè le donne siano libere dalla paura.
Se qualcuno, in casa o fuori casa, usa violenza su una donna con maltrattamenti e percosse, offese e minacce, limita la sua libertà, la molesta o abusa sessualmente di lei, è giusto che la donna scelga di non tacere, perchè ogni donna ha il diritto all'inviolabilità della sua persona!
Per informazioni:
081-5755015 oppure 081-7953191 Centrodonna@comune.napoli.it
Centro Donna via Posillipo 359 (Piazza Donn'Anna) Parco Carelli 8/c Napoli
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,00
I servizi e le attività sono gratuiti. Numero telefonico unico nazionale antiviolenza donna: 1522
Pubblicato il 3 Dicembre 2009 | Letto 366 volte

