L’ospedale di Gao
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Siamo nel continente più antico del mondo, lo stesso continente che purtroppo va sotto il nome di “terzo mondo”, nella cittadina di Gao, in Mali, attraversata dal fiume Niger, che ne rappresenta la maggior fonte di risorse. Per 15 giorni, tra il 24 novembre e l’11 dicembre scorsi si è svolta una missione umanitaria che ha visto schierati insieme un gruppo laico-religioso, quello dell’AFMAL (Associazione dei Fatebenefratelli per i malati lontani), un corpo militare, quello dell’aeronautica italiana, ed una sezione governativa, quella dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
La missione ha avuto numerosi obiettivi, tutti incentrati sulla struttura ospedaliera di Gao: visitare un gran numero di pazienti affetti da ogni tipo di patologia o malessere, operare chirurgicamente tutti coloro i quali fossero sottoponibili alla sala operatoria, far partire un progetto della durata di due anni per l’ampliamento dell’ospedale, in particolare del reparto di oftalmologia e distribuire farmaci ai bisognosi.
L’ospedale è stato costruito circa 10 anni fa ma la struttura sembra essere molto più vecchia. La mancanza di manutenzione e igiene sono i primi aspetti che si notano entrando nella struttura. Le equipes di medici e infermieri hanno dato infatti una ripulita a tutti i locali per quasi un giorno intero prima di poterli rendere utilizzabili agli scopi preposti.
La quantità di pazienti da visitare è cresciuta esponenzialmente da quando si è sparsa la voce riguardo all’arrivo del gruppo italiano. Contenerli tutti è stato difficile.
I diversi teams hanno lavorato instancabilmente dalle 8 alle 22, quasi senza sosta. I risultati sono stati visibili da subito, sia dal punto di vista dell’esito positivo degli interventi, sia dalla gratitudine che la popolazione esprime nei confronti del gruppo.
Ecco i numeri principali: 500 interventi chirurgici di cataratta, di cui un 20% di natura congenita (per lo più bambini), circa 100 casi di operazioni di ernia e 300 endoscopie. Per quanto riguarda le analisi di laboratorio, circa 30 pazienti al giorno sono stati esaminati per la diagnosi di malaria, patologia estremamente diffusa in quest’area. I medici hanno preso anche l’incarico gestionale del reparto di pediatria, ove c’erano alcuni tra i più diffusi e complicati casi di malnutrizione e disidratazione infantile.
Pubblicato il 30 Dicembre 2009 | Letto 384 volte

