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Vini doc e vini ad hoc in Irpinia

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I vini D.O.C.G. irpini (Foto di www.cantinecollidisandomenico.it)

Quando si parla di vino di qualità non si può prescindere dal concetto di tipicità, con tutto quello che sta a significare. Un'occasione per testare questo punto nodale della produzione vitivinicola è data dai numerosi eventi del settore.
Visitando le fiere dedicate ai vini irpini, in particolare, è possibile degustare ottimi prodotti a denominazione di origine controllata (la provincia di Avellino è l'unica del meridione a vantare ben 3 docg), ed uscirne conquistati.
Si pensi all'Aglianico, vitigno di grande tradizione, è il più nobile ed importante vitigno del sud. Presente in una fascia appenninica che guarda 3 mari, il Tirreno, lo Jonio e l'Adriatico, rappresenta una matrice ubicante dei grandi rossi meridionali e si colloca tra i migliori vitigni rossi italiani. Discende dalla “Vitis Hellenica”, vino rosso di eccezionale personalità, le cui terre di raccolta privilegiate per i produttori irpini sono i celebri “Campi Taurasini”, è accolto e nutrito da sempre in quel soleggiato, fecondo intreccio di colline che guardano e degradano sulle medie valli del Calore e del Sabato.
Da un vitigno così non possono che nascere grandi vini dal carattere deciso e inconfondibile, da incantarsi al primo sorso e appassionarsi in quelli successivi. Ci sono però due diversi tipi di amori che nascono in chi si accosta a questi grandi rossi: gli “amori sinceri” -per la personalità forte e caratteristica di questi vini- e gli “amori ruffiani” -per i vini fatti a misura del palato standard-.
Esplorando l’uno dopo l’altro calici di aglianico e taurasi di varie cantine, se ne notano pregi, difetti, differenze e similitudini, un fatto però salta subito all'occhio o, per meglio dire, "al palato": fatte salve le legittime e naturali precipuità di ciascuna produzione, in comune dovrebbero sempre restare le caratteristiche alla beva del frutto di questo vitigno antico, ma non sempre accade. Un discorso analogo si potrebbe fare anche per i pregiati bianchi D.O.C.G.: fiano di Avellino e greco di Tufo.
A questo punto ci si chiede quanto sia opportuno sacrificare l'identità dei gioielli irpini in nome di produzioni standardizzate, riconoscibili anche se mai degustate, insomma seducenti perché ruffiane -e dunque più facilmente commercializzabili-, a discapito della tipicità reale, oltre che formale.
Fortunatamente non è sempre così. Diversi sono i produttori avellinesi che lungimirantemente non tradiscono il binomio qualità – tipicità, anzi ne fanno principio guida e motivo d’orgoglio, tra questi la cantina Colli di San Domenico. La particolare collocazione geografica dell’azienda vinicola di Chiusano San Domenico (AV), la pone infatti al centro di quel limitato comprensorio dove i vigneti raggiungono l'espressione più alta in fatto di qualità. Le tecniche agricole, la rigorosa scelta delle uve e le tecniche enologiche applicate realizzano in pieno le potenzialità di questi vigneti, restituendone ed esaltandone profumi, colori e sapori tipici. La presenza costante sulle più note guide del settore ed i prestigiosi riconoscimenti riscossi negli anni dalla Colle ne sono certo  la testimonianza più tangibile.
In conclusione, agli “innamorati sinceri” basti qui ricordare, per i rossi: Taurasi Riserva D.O.C.G. Taurasi D.O.C.G. Irpinia Aglianico D.O.C. Principe Aglianico D'irpinia I.G.T. Aglucus I.G.T. Campania Aglianico I.G.T.; e per i bianchi: Fiano di Avellino D.O.C.G. Greco di Tufo D.O.C.G. Irpinia Coda di Volpe D.O.C. Falanghina del Sannio D.O.C. Falanghina del Beneventano I.G.T. Irpinia Bianco I.G.T.

http://www.cantinecolledisandomenico.it/


Lelia Speranza
Pubblicato il 4 Dicembre 2009 | Letto 1307 volte