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Usa: esplode centrale di gas naturale, si teme una carneficina

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È stata definita un’immane tragedia. Le immagini che in queste ore giungono dallo stato americano del Cunnecticut lo confermano. Nella notte, una potente esplosione ha raso al suolo l’impianto della Kleen Energy di Middletown, cittadina americana dislocata nello stato del Cunnecticut. Provvisorio il bilancio delle vittime: 5 i morti e 12 i feriti. Al momento non è dato sapere con certezza il numero esatto delle vittime, ma si teme una carneficina. Testimoni oculari riferiscono di numerosi corpi senza vita ancora distesi a terra. I soccorsi, giunti tempestivamente sul luogo del disastro, hanno lavorato tutta la notte senza sosta alla ricerca di qualche sopravvissuto. Pare che all’interno della struttura, al momento dell’esplosione, ci fossero una cinquantina di operai a lavoro, ma secondo altre fonti potrebbero essere un centinaio. All’origine dell’incidente ci sarebbe stata una fuga di gas. Non è al momento chiaro se la perdita sarebbe partita dallo stesso impianto, alimentato a gas, oppure da un deposito vicino.

La deflagrazione è stata avvertita intorno alle 11.25 (le 7.25 in Italia). Un boato assordante e poi l’esplosione, sentita a quindici chilometri di distanza dalla città di Middletown. Una potenza inaudita che ha fatto tremare anche alcuni stabilimenti nei pressi della centrale. L’impianto, che produce elettricità ricavata dai gas naturali, era in costruzione da diversi anni e sarebbe dovuta entrare in servizio verso la fine di novembre. Gli operai stavano svuotando alcune condotte del gas, quando nel giro di pochi istanti fuoco e fiamme hanno iniziato a divampare avvolgendo qualsiasi cosa si trovasse nei paraggi. L’onda d’urto dell’esplosione, talmente potente, ha mandato in frantumi i vetri del Conn Valley Hospital della cittadina. In un primo momento si è pensato ad un forte terremoto.

La città teatro della tragedia ospita una folta comunità di persone originarie dell’Italia. Figli di quegli immigrati che, alla fine dell’Ottocento, abbandonarono la terra siciliana alla ricerca di nuove fortune in America. Non a caso, una parte della città di Middletown è occupata prevalentemente da abitanti italo-americani, originari di un piccolo paese del siracusano, Melilli, da lungo tempo gemellato con la cittadina americana. Si teme che tra le vittime dell’esplosione possano essere rimasti coinvolti connazionali italiani. In queste ore, l’Unità di Crisi della Farnesina è in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Washington, ma per il momento nessuna conferma o smentita è arrivata.

Tuttavia, le testimonianze raccolte subito dopo l’esplosione chiariscono gli effetti devastanti della deflagrazione. I primi soccorsi, giunti subito sul luogo del disastro, raccontano di corpi ritrovati a decine di chilometri di distanza, rispetto al punto dell’esplosione. Segno evidente di un esplosione talmente potente capace di catapultare esseri umani a chilometri di distanza. Un medico ha raccontato delle condizioni in cui questi corpi sono stati ritrovati: “alcuni avevano le ossa completamente frantumate, altri profonde lesioni alla base del collo e della testa”. Una scena raccapricciante alla quale si è aggiunta in queste ore l’immagine di altrettanti corpi senza vita rimasti intrappolati tra le macerie dell’impianto.


Pamela Schirru
Pubblicato il 8 Febbraio 2010 | Letto 264 volte