Home Lifestyle Cinema La donna del Duce

La donna del Duce

In concorso a Cannes, arriva nelle sale "Vincere" di Marco Bellocchio: ritratto del Mussolini uomo, selvaggio amante

306
CONDIVIDI

Benito Mussolini, l’amatore più potente d’Italia, aveva molti segreti. Fra questi il presunto primogenito, Benito Albino. Vecchia storia, figlia del dubbio, quella che Marco Bellocchio porta in concorso a Cannes prima e nelle sale italiane poi.

“Vincere” è il ritratto del Mussolini uomo, selvaggio amante, fedifrago marito. Ma è anche un ritratto di donna, nella fattispecie Ida Dalser, colei che accompagnò l’ascesa dell’irrequieto Benito dalla poltrona dell’Avanti a quella d’Italia; la stessa donna che, sedotta e abbandonata, venne poi dimenticata con figlio al seguito. La memoria storica non lascia tracce di queste pagine di vita privata cui danno luce e vigore le straordinarie interpretazioni di Filippo Timi – anche nei panni del giovane Albino – e di Giovanna Mezzogiorno.
Triste storia, dato che Ida vende tutto il suo patrimonio in nome dell’amore, per permettere a Mussolini – interventista convinto – di fondare il Popolo d’Italia. E mentre la Dalser sogna il matrimonio, Benito, ormai proiettato alla conquista del mondo, sente il dovere di innalzarsi dalla mediocrità e coltiva sogni d’onnipotenza. Già legato a Rachele Guidi e padre dell’amata Edda, Mussolini dimentica Ida, con un figlio da sfamare e desiderosa di vendetta e legittimo riconoscimento: scrive al Prefetto e persino al Papa. Nessuno ascolta “Giovanna la pazza” (una sorprendente Mezzogiorno).
Brutta storia, quella che vuole madre e figlio destinati ad una tragica sorte. Lei viene rinchiusa dal fascismo nei manicomi di Pergine e San Clemente perché rivendica il suo posto nella storia, mentre Benito Albino cresce in un collegio dei Barnabiti per poi essere arruolato nella Marina Militare. “L’erede naturaledel duce, che frequentò una scuola di contadini piuttosto che il collegio reale, finirà i suoi giorni nel manicomio di Mombello.
Marco Bellocchio sa bilanciare il profilo privato e pubblico del duce, affidando nella seconda parte il racconto a immagini e video di repertorio. Lavoro ambizioso sull’uomo che più ha rappresentato l’Italia, il suo “Vincere” è portabandiera nazionale anche a Cannes.