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Ex alla riscossa

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Tre fantasmi e una missione: redimere il peccatore e riportarlo sulla buona strada, prima che sia troppo tardi. Non è “A Christmas Carol” di dickensiana memoria – di cui però ripropone la struttura narrativa – bensì La rivolta delle ex, l’ultima love story made in Hollywood. Diretto da Mark Waters, avvezzo a pellicole soprannaturali (suo anche “Se solo fosse vero”), il film si propone come lezione di vita per gli inguaribili scapoli, fedeli solo alla sacra legge del sesso occasionale.
Connor Mead (Matthew McConaughey) è il celebre fotografo di Vanity Fair. E’ bello, ricco e simpatico. E’ un single convinto, tra un set e l’altro riesce a portarsi a letto la maggior parte delle modelle che fotografa, scaricando le vittime più agguerrite in video conferenza. Un vero sciupafemmine da un volta e via. Sentimentalmente avaro, Connor non comprende il valore del matrimonio e, invitato come testimone alle nozze del fratello (Breckin Meyer), sfoggia le sue carte migliori per evitare che Mead junior compia un passo del genere. Ma proprio durante i preparativi nuziali il fantasma dello zio Wayne (Michael Douglas)- vero profeta del “vagabondaggio sentimentale” – irrompe in camera di Connor offrendogli il regalo di una vita: un viaggio attraverso l’infanzia, il presente ed il probabile futuro. Così scopriamo che in tutte le fasi della sua esistenza c’è il primo amore Jenny (Jennifer Garner) – è lei a regalargli la prima polaroid -. La stessa Jenny presente alle nozze del fratello. La stessa Jenny cui Connor ha spezzato il cuore in passato e che adesso lei odia.
Romantico e dispensatore di saggezza, La rivolta delle ex sarebbe stata un’ottima proposta natalizia (in linea col The family man di Brett Ratner). E quale miglior occasione per sdoganare le proprie buone intenzioni se non durante il brindisi del testimone, dove il buon Connor, vecchio sostenitore della massima “il potere in un rapporto appartiene a chi dei due ha meno interessi”, saprà farsi apprezzare e rivalutare da tutti.
Il potere non fa la felicità dell’uomo.