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Il fuoco che cammina

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In molte case vigila un’idea di carenza limbica, perché tutto è stato così inatteso e veloce da lasciare stupefatti. Come un battito di ciglia, tutto è avvenuto e trascorso, lasciando resti di vita spezzata, come brandelli di carta al vento. Un convoglio che passava dalla stazione locale ha deragliato e, capovolgendosi, da uno dei vagoni è fuoriuscito il carico di gpl che trasportava e che, a contatto con l’aria, ha generato un’esplosione. Questa si è propagata alle zone circostanti coinvolgendole con un manto di fuoco che ha investito case e persone. Ci sono morti, ci sono feriti, c’è rabbia per questo dramma che poteva essere evitato.
Si ha l’impressione come per L’Aquila di essere di fronte ad una sventura. Gente che piange e si dispera, rabbia repressa e mal controllata, case sventrate, negozi con le vetrine infrante, muri anneriti e il dolore di tanti che hanno perso un amico, un parente, un figlio.
Come per la coppia che, uscita dalla propria vettura per una commissione, è poi tornata per riprendere il bambino che li aspettava, ma non ha fatto in tempo perché prima di loro è giunta una lingua di fiamme che ha coperto la macchina trasformandola in un rogo. O come quel ragazzo che viaggiava sul proprio scooter in prossimità della stazione ed è stato un tutt’uno con il fuoco che è divampato, trasformandosi in una torcia umana prima di rendersi conto dell’accaduto.
Se ci sono colpevoli, sarà la magistratura come di solito a verificarlo, a imputare le responsabilità. Intanto tutto appare come un incubo, laddove persone amate hanno lasciato i propri cari senza un saluto e così precocemente da avvertirne ancora accanto a sé la presenza tangibile eppur effimera.

Questo diventerà un altro caso italiano come altri nel passato, dove ci si domanderà perché e si continuerà a sottoporsi il dilemma: è possibile che solo dopo un incidente e delle perdite in vite umane si cominci a mobilitarsi per acquisire dati e mettere a norma situazioni di pericolo affinché non riaccada?
Non sarebbe meglio periodicamente effettuare controlli che diano a tutti la serenità e la capacità di andare avanti senza sentirsi continuamente minacciati da un nemico sconosciuto ma presente intorno a noi?