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Piccoli maghi crescono

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Tempi duri per la scuola di magia più famosa al mondo. La minaccia incombe e, ancora una volta, sarà Harry a dover salvare l’universo dalle forze del male.
In verità, il maghetto di Hogwarts ci aveva abituati a ben altre “evoluzioni” di magia. Troppo occupato a dar sfogo alle pene d’amore proprie ed altrui, Harry Potter e il Principe mezzosangue (dal libro di J.K. Rowling, 65 milioni di copie vendute) si perde in sentimentalismi e trucchetti da poco conto, lasciando a bocca asciutta i fan di sempre.

Dall’inizio spettacolare, con la banda dei Mangiamorte che colpisce in territorio babbiano – nel cuore di Londra – polverizzando il Millennium Bridge, il sesto capitolo della saga (firmato da David Yates) concede pochi attimi adrenalinici. Sono i maghetti “umani” a farla da padrone. Non più bambini (li avevamo conosciuti undicenni in Harry Potter e la pietra filosofale), i tre compagni di sempre si destreggiano con i loro primi amori: Harry (Daniel Radcliffe) si innamora della dolce Ginny Weasley (Bonnie Wright); Ron (Rupert Grint) è un imbranato e improbabile latin lover; Hermione (Emma Watson) abbandona i panni da intellettuale scolaretta per riprendersi il suo Ron, il quale si trastulla tra le braccia dell’agguerrita rivale Lavender.

Incontri rivelatori, amori, gelosie, prodigi e amnesie selettive, horcux segreti, pozioni letali e mosteriose sparizioni, l’ultimo Harry Potter (uscito in 850 copie circa) si tinge di tinte fosche e ambientazioni cupe, suggestive atmosfere ispirate, come afferma lo stesso regista, ai giochi di luce e ombra (bene e male) di Rembrant. In Harry Potter e il Principe mezzosangue non manca la lotta tra Harry e il suo nemico di sempre, Draco Malfoy (Tom Felton), che trama per conto di Voldemort. Tra le rivelazioni più interessanti del film troviamo l’infanzia di Tom (futuro Voldemort appunto) che Harry svela pezzo dopo pezzo, nell’intricato labirinto di una memoria comune – tra gli accademici c’è chi ha conosciuto Tom -, aiutato dal professore Silente. Un ultimo colpo di scena apre la strada allo scontro finale e suggella il passaggio all’età adulta della compagnia di giovani maghi.

Quasi il “capitolo della transizione”, Harry Potter e il Principe mezzosangue porta lo spettatore direttamente al doppio appuntamento finale con Harry Potter e i doni della morte, sullo schermo il 19 novembre 2010 e il 15 luglio 2011 – il protagonista ha firmato un contratto di 30 milioni di euro -, la degna conclusione di una saga che ha fatto sognare un’intera generazione.