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Abbas Kiarostami censurato in patria

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Veto sull’ultimo film di Abbas Kiarostami, Copia conforme. L’opera, ancora in fase di lavorazione, è stata censurata dall’autorità iraniana.
Artista, grafico e cineasta di fama mondiale, osannato dai festival più ambiti cui ha preso parte sia in concorso sia in qualità di giurato, il regista de Il sapore della ciliegia e Dov’è la casa del mio amico? è stato messo al bando proprio dalla sua terra.

La notizia giunge direttamente dal ministero della Cultura di Teheran. L’alto funzionario Jamal Shourjeh si è infatti così espresso: “Il film in Iran non ha l’autorizzazione per essere mostrato in pubblico, sono illegali anche le visioni private e la circolazione in dvd”. Nemo propheta in patria.
Una patria piuttosto turbolenta e ingrata quella di Kiarostami, originario della regione del Gilan dove ha ambientato alcune delle sue opere nonché numerosi documentari pedagogici per conto di «Kanun», istituto per lo sviluppo intellettuale dei bambini e dei giovani.
Una realtà difficile nella quale il regista si è sempre mosso con prudenza e riguardo, offrendo un cinema neorealista, ispirato, amante della poetica della natura – paesaggi incontaminati, dialoghi essenziali, tempi dilatati. Il mondo così com’è, fotografato e raccontato.

“Copia conforme” è il primo film che Kiarostami gira fuori dall’Iran e con un cast (anche questa è una novità) stellare: i protagonisti sono la francese Juliette Binoche e il baritono inglese William Shimell. La storia, girata in Italia tra Cortona, Arezzo e Lucignano (prodotta da MK2 in coproduzione con l’italiana BìBì Film e France 3 Cinéma), parte dall’incontro tra un famoso scrittore ed una gallerista da cui scaturisce un pericoloso rapporto, dove finzione e realtà si mescolano in un perverso gioco dei ruoli.
“Il nostro Stato sovvenziona il cinema e pone censure, regole, autocensure. Barriere e aiuti vanno a braccetto”, aveva dichiarato Abbas in tempi non sospetti.
Torna alla mente Valzer con Bashir, il film d’animazione israeliano nominato all’Oscar come miglior film straniero, censurato in Libano a causa della politica di boicottaggio dei prodotti israeliani attuata dal Paese arabo. Nel caso di “Copia conforme”, però, è la “terra matrigna” (più che madre) a non fare sconti alla libertà d’espressione.