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L’Università di Pavia festeggia i cent’ anni del premio Nobel a Guglielmo Marconi

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L’Università di Pavia, in occasione delle celebrazioni per il centenario del conferimento del Premio Nobel per la fisica a Guglielo Marconi (1874-1937) e Karl Ferdinand Braun (1850-1918) per il loro contributo allo sviluppo della telegrafia senza fili, propone una mostra celebrativa ed una serie di conferenze ad esse collegate con la partecipazione di qualificati esperti italiani e stranieri, chiamati a illustrare la figura di Marconi e i vari aspetti della complessa storia della radio, mostrandone altresì  le diverse applicazioni.

Tra gli eventi spicca, presso il Museo della Tecnica elettrica dell’Università, la mostra “Comunicare senza fili: dai segnali ai suoni” che sarà inaugurata il 2 ottobre alle ore 17,00 e resterà aperta fino al 20 dicembre 2009.

La mostra, allestita da Enrico Valeriani, delineerà un breve percorso storico della telegrafia senza fili e poi della radio, cercando, attraverso dimostrazioni, di far comprendere l’idea della comunicazione senza fili.

La grande rivoluzione della comunicazione senza fili ebbe inizio, intorno al 1887-88, con la scoperta delle onde elettromagnetiche di Heinrich R. Hertz e venne poi portata avanti tra Ottocento e Novecento da diversi inventori. Marconi diede il contributo fondamentale, trasformando la telegrafia senza fili in un mezzo di comunicazione di segnali a breve e lunga distanza.

La nuova tecnologia delle comunicazioni ben presto fu applicata anche alla trasmissione di suoni e della voce ed ebbe uno straordinario successo commerciale. Nel 1897 Marconi fondò in Inghilterra la Marconi Wireless Telegraph Company, che si affermò come leader nella produzione di impianti e attrezzature per radiocomunicazioni. Si avviò allora l’era della radio e il suo impiego si diffuse sia nel settore commerciale che in quello militare e civile. La radio entrò nelle case private, inizialmente come mezzo di lusso di intrattenimento e poi via via di uso più comune.

Nelle sale del museo, oltre che ammirare radio ricevitori civili prodotti nei primi anni del ‘900 simili a quelli presenti nei salotti dei nostri nonni, sarà possibile assistere anche a dimostrazioni pratiche di trasmissioni.