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Tutti i bastardi di Tarantino

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L’inizio e la fine sono da favola, tutto il resto è un’altra Storia. Sì, perché Quentin Tarantino reinventa con Inglourious Basterds (già a partire dal titolo che riprende, storpiandola, una frase dal film “Quel maledetto treno blindato” di Enzo Castellani), cominciando la sua narrazione con “C’era una volta” e terminandola con un lieto fine ad effetto.

Nella Francia occupata dai nazisti, il sadico colonnello delle SS Hans Landa (impareggiabile Christoph Waltz) è a caccia d’ebrei. Durante lo sterminio di una famiglia la piccola Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent) riesce a fuggire.
Sempre in Francia un plotone di soldati americani, li chiamano “i bastardi”, semina il terrore tra le fila dell’esercito nazista. Devono fare “una cosa e una sola: uccidere i nazisti”, in modo efferato, tagliando gli scalpi dei morti e disegnando svastiche (come marchi di fabbrica) sulla fronte dei vivi. Capitanati da un Brad Pitt imbruttito e senza scrupoli (Aldo Raine detto “l’Apache”) – tra i bastardi anche il sergente Donnie Donowitz detto l’Orso ebreo (Eli Roth), il tenente Archie Hicox (Michael Fassbender) ed il sergente “traditore” Stiglitz (Til Schweiger) –  hanno un piano da portare a termine, l’Operazione Kino.
Nato dalla fantasia di Bridget von Hammersmark (Diane Kruger), diva del cinema tedesco e spia degli americani, il progetto ammazza-nazisti prevede di far esplodere una piccola sala parigina dove le alte cariche del regime (Führer compreso) assisteranno alla première de “L’orgoglio della nazione”, ultima fatica di Goebbels ispirata alle gesta militari del soldato Frederick Zoller (Daniel Brühl). Il cinema è lo stesso che dirige Shosanna (ormai adulta) e anche lei ha sete di vendetta.
E così si riscrive la storia e, per mano del cinema, i cattivi periscono (“le uova marce vengono fatte esplodere nel cesto”) ed i buoni arrivano dove la giustizia terrena fallisce.
“Bastardi senza gloria” è una pellicola che trasuda cinema, nel tempo e nel genere: c’è la favola (in una scena vediamo Bridget come Cenerentola), c’è lo stallo alla messicana e il western all’italiana, c’è l’omaggio al cinema tedesco, francese, italiano, c’è una babele di lingue (memorabile Brad Pitt che si improvvisa siciliano), ci sono rimandi al passato (uno su tutti, in una scena l’Hitler di Tarantino sa tanto di Chaplin).
Il massacro dei nazisti per mano di un gruppo di bastardi: lo chiamano il potere del cinema ma, a vedersi, forse sarebbe stata la migliore delle soluzioni possibili, anche nella realtà.