Home News Cado dalle nubi

Cado dalle nubi

Cado dalle nubi, da ieri nelle sale italiane il film di Luca Medici, in arte Checco Zalone. Prodotto da Pietro Valsecchi con la regia di Gennaro Nunziante

570
CONDIVIDI
Locandina del film Cado dalle nubi di Checco Zalone

Luca, laureato in Giurisprudenza, è nato a Capurso, provincia di Bari, trentaquattro anni fa. Si racconta dicendo che le aspettative che la gente ha su di lui lo spaventano, perché lo portano a sentirsi ansioso.
Non vuole premi per il suo lavoro, solo la soddisfazione di far divertire la gente che lo segue.
Il film si incentra sulla storia di Checco, un ragazzo abitante a Polignano a Mare, in provincia di Bari, che fa il muratore ma aspira a diventare un musicista famoso. Dopo essere stato abbandonato dalla sua fidanzata, decide di trasferirsi a Milano, in cerca di un futuro roseo. Suo cugino Alfredo, interpretato da Dino Abbrescia, lo ospita in casa sua, e lì Checco scopre che l’uomo è gay e convive con un compagno, l’attore Luca Troiano, senza che la famiglia d’origine sospetti nulla.
Conosce una ragazza di nome Marika, impegnata nel sociale e molto in gamba, della quale si innamora non ricambiato ma, grazie alla sua determinazione, attira le sue simpatie. Il padre di lei (Ivano Marescotti), leghista, è una nota a sfavore che potrebbe rappresentare un handicap.
Le gaffes e le situazioni al limite dell’inconsueto, rendono la pellicola piacevole e divertente e il senso di riscatto che si profila, laddove Checco riesce a trovare un discografico che si accorge di lui, ispira simpatia e soddisfazione.
La sceneggiatura dello stesso Luca Medici, coadiuvato da Cristina Comencini e Alessandro D’Alatri, non prende in giro la politica, perché non contiene satira in tal senso, si prende solo in giro il personaggio. Zalone forgia la genialità e l’umorismo anche surreale di un ragazzo qualsiasi del Sud che ha avuto la fortuna di essere apprezzato ospite della trasmissione “Zelig”, condotta da Claudio Bisio, dove in chiave demenziale reinterpretava brani musicali molto famosi. Ha raccontato che grazie proprio ad un passaggio televisivo, Filippo Valsecchi lo ha notato e segnalato al padre, che gli ha permesso di dare origine al lungometraggio.

Nella conferenza stampa che è seguita alla visione, Gennaro Nunziante ha raccontato che si è tutto concretizzato nell’arco di sette mesi. Si è temuto per l’uscita, dato che a causa del basso budget, si pensava non avrebbe retto contro i cosiddetti cinepanettoni; senza grandi investimenti si è cercato di girare un racconto carino che si spera possa dare un buon riscontro al botteghino e che venga apprezzato da chi si recherà al cinema per vederlo.

Il film trasmette un senso di leggerezza e di serenità; le risate non mancano come le battute irresistibili di Checco, alle quali siamo abituati. Grazie ad un buon feeling professionale, si auspica per chi ha lavorato alla realizzazione che i risultati siano incoraggianti.