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Sherlock Holmes, brivido e audacia

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La sua formazione avvenne in una scuola cattolica, come la medicina, la storia e lo spiritismo. Venne insignito del titolo di baronetto per aver appoggiato con i suoi articoli di giornalismo la guerra boema.
Il suo nome è rimasto legato indiscutibilmente al personaggio di Sherlock Holmes da lui stesso creato.
Molte sono le trasposizioni cinematografiche collegate a questo detective. La più recente e spettacolare è quella di quest’anno, diretta da Guy Ritchie, ex compagno di Madonna, che ne ha affidato il ruolo al bravo interprete Robert Downey Junior.
La versione ideale, almeno da parte dei critici, è stata quella con l’attore Basil Rathbone, che ne assunse i panni in vari film. Ne ricordiamo però altre come quelle del ’75 di Gene Wilder, dell’’85 di Barry Levinson e la versione del 2004 con Rupert Everett.
A Study of Scarlet (Uno studio in rosso), del 1887, è il primo racconto in cui compare l’investigatore. Questo personaggio rappresentò la croce e delizia dello scrittore, che non riuscì più a liberarsene, anche quando anni dopo, facendolo cadere in un burrone per farlo morire, sì trovò costretto a farlo resuscitare per la gioia del suo pubblico.
Nel racconto Uno studio in rosso, attraverso il racconto del socio ed amico, il dott. Watson, cominciano a delinearsi i singolari ed infallibili metodi investigativi, che renderanno Holmes un asso nel suo genere.
Per quarant’anni Doyle inventò storie e creò un modello che influenzò la letteratura noir. Nel racconto Il mastino dei Baskerville, quello che preferisco, viene fuori la passione che il narratore ha per lo spiritismo, che aveva analizzato come fenomeno a partire dalle origini e sul quale aveva anche composto un trattato “The History of Spiritualism”, apprezzato però solo da una ristretta cerchia di lettori, ricevendo, invece, attacchi animosi dalla Chiesa cattolica. Il romanzo ha una trama moderna ed un’ambientazione vittoriana, il tutto immerso in un’atmosfera gotica. La trama descrive la morte di sir Charles Baskerville, accanto al cui cadavere vengono ritrovate impronte di un cane enorme. Sembra ci sia una maledizione sulla famiglia, visto che anche un antenato era già morto a causa di un feroce mastino. Avventuratisi nelle paludi, Holmes e Watson, si interessano alla risoluzione di questo complesso enigma. C’è una congiura in atto ad opera di un serial killer o è davvero un terribile animale che uccide? La deduzione, la razionalità infallibile, il rigore nell’evidenziare i dettagli utili alle indagini, così come l’eccentricità del suo modo di porsi, lo hanno reso un mito intramontabile. Nel 1930 Conan Doyle muore a Crowborough, nel Sussex, ma non la sua genialità ed il suo lavoro che, ancora oggi, sono di esempio e stimolano la fantasia e l’acume dei lettori d’ogni età.