Home Varie News Cocktail, opere d’arte in cucina

Cocktail, opere d’arte in cucina

Cocktail sempre più originali e veloci da preparare: si parte sempre da Gin, Vodka, Whisky, Rum, Cognac e Tequila

342
CONDIVIDI
Cocktail
Cocktail

Tutto parte dall’alambicco, lo strumento usato dagli Arabi per ottenere rimedi medicinali. Più tardi, con lo stesso metodo, si inizia la produzione dei distillati che si caratterizzano per essere semplici bevande alcoliche con l’aggiunta di aromi e coloranti.
Nel Medioevo le miscele speziate giungono nel Mediterraneo e sono solite coronare un successo d’affari o arricchire i banchetti dei nobili. La ricetta e la tradizione artigianale, per lo più demandata ai monasteri, cede, in seguito, il passo alla serialità industriale: distillati e liquori sono uniformi per gusto e aroma in ogni partita prodotta.
Il grande successo arriva per e con le grandi traversate oceaniche delle navi nel XX secolo, che fecero conoscere questo prodotto ai viaggiatori di tutto il mondo, esportando così il suo successo. E’ in questo momento che si avverte il bisogno di superare la monotonia: via libera, allora, a esperimenti che combinano elementi differenti per profumo e sapore.
Già dagli anni Venti nel periodo del Proibizionismo americano, i cassoni di distillati e liquori viaggiano in mare aperto: ad attenderli vi erano i trafficanti e gestori di rivendite abusive. Dopo la brusca frenata del consumo di alcolici nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, il consumo riprende con l’inizio degli anni Cinquanta, quando le abitudini introducono l’ora dell’aperitivo che impera nelle osterie e nelle balere. Con la nascita degli american bar degli anni Sessanta l’abitudine si consolida, per poi arrivare agli Ottanta e Novanta quando nelle discoteche il popolo della notte fa la sua entrata.
Ai giorni nostri l’usanza si è trasformata, riposizionandosi nel tardo pomeriggio nei classici lounge Cafè che ripropongono le atmosfere di un classico e confortevole salotto.

Come si prepara un buon Cocktail?

Occorre partire da una base che il più delle volte è sempre un distillato, sempre creato dalla fermentazione di sostanze vegetali dalle quali prendono vita i ben noti Gin, Vodka, Whisky, Rum, Cognac e Tequila, accompagnata da liquori che si ottengono dalla macerazione in alcol e diluizione di elementi vegetali che servono a conferire il sapore e che si distinguono in Bitter, Amari, Triple Sec, Vermouth e Al caffè.
Non trascurabile l’apporto di specializzata attrezzatura da usare con le dovute regole, che sono alla base delle tecniche per conseguire un risultato ottimale, abbinata ad un tocco finale che non deve mai mancare nella decorazione grazie all’uso di frutta fresca di stagione o foglie di menta che vanno a coronare il risultato finale.
E’ doveroso concludere che il tocco più importante nella ricetta di un “cocktail fai da te” resta la qualità degli ingredienti e l’originalità della sua presentazione, senza dimenticare che un buon Cocktail deve sempre accompagnarsi ad un stuzzichino ad hoc.