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Cosa non si farebbe per far scoppiare una bomba nucleare

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Di notizie strane ce ne sono tante e spesso ci fanno ridere ma l’idea che segue se solo fosse realizzata non ci renderebbe cosi contenti anzi …

“Secondo i modelli del computer del governo degli Stati Uniti anche una guerra locale nucleare potrebbe innescare un  raffreddamento “senza precedenti” globale e ridurre le precipitazioni per anni”, e il messaggio continua con l’inquietante conclusione, “una diffusa carestia e malattie probabilmente seguiranno l’evento”.

Uno scherzo? No. In realtà lo studio non nasce dalla mente di qualche scienziato pazzo ma da una considerazione molto seria: nonostante la guerra fredda sia finita da un pezzo, la possibilità che un conflitto nucleare si scateni non è nulla, basti pensare a zone calde in cui sono presenti Paesi dotati di atomiche come India, Pakistan, etc.
Gli scienziati della NASA hanno simulato gli effetti, sul clima, dell’esplosione di un centinaio di bombe come quelle di Hiroshima, che rappresentano solo meno dello 0,05 % dell’arsenale atomico mondiale.

Le previsioni mostrerebbero che gli incendi derivati dalle esplosioni sparerebbero circa cinque milioni di tonnellate di carbonio nella parte superiore della troposfera, lo strato più basso dell’atmosfera terrestre.
Il calore generato potrebbe influire in modo positivo sul riscaldamento globale, il carbonio assorbirebbe il calore solare e, come un pallone ad aria calda, salirebbe in modo rapido ancora più in alto nell’atmosfera, in una zona dove la fuliggine avrebbe bisogno di molto più tempo per abbandonare il cielo. Il sole sarebbe coperto da uno strato denso di detriti che impedirebbero alla stella di riscaldare la terra anche per il minimo fabbisogno degli esseri viventi che abitano la terra.
Milioni di anni fa non è successo una cosa simile? Non è così che si sono estinti i dinosauri? Quindi questi nuvoloni neri causerebbero un raffreddamento globale non così forte come l’inverno nucleare di una guerra tra due superpotenze, ma tale da invertire il processo del global warming.
Dopo una guerra atomica locale, insomma, le temperature globali si abbasserebbero da 1°C a 5°C, a seconda delle zone, per due o tre anni.

E’ proprio il caso di dire che in questo caso la cura è peggio del male stesso. I prevedibili effetti collaterali sarebbero carestie e una diminuzione dello strato di ozono. Si altererebbero, infatti, le precipitazioni del 10% e, anche dopo sette anni dall’evento, gli effetti sulle piogge si farebbero sentire, con un forte impatto sull’agricoltura. Inoltre il filtro atmosferico di ozono che impedisce alle radiazioni ultraviolette di arrivare al suolo si ridurrebbe permettendo un’esposizione maggiore, e quindi rischi più grandi per la salute.

Si spera che almeno per questa volta la simulazione resti tale, forse chi ha interessi a far esplodere bombe dovrà trovare un’altra scusa.