Home Arte Orvieto Fotografia 2010, le mostre fotografiche

Orvieto Fotografia 2010, le mostre fotografiche

518
CONDIVIDI

Nell’ambito di “Orvieto Fotografia”, principale evento annuale in Europa per fotografi professionisti ideato da FIOF, Fondo Internazionale Orvieto Fotografia, il Palazzo dei Sette di Orvieto ospita le mostre di maestri italiani e riconosciuti professionisti del settore, che espongono lavori attraverso percorsi creativi che attestano la forza e l’impatto della comunicazione fotografica di qualità.

La Fotografia ha conquistato la sua consacrazione, ed il suo giusto ruolo quale forma di espressione artistica. Molti artisti contemporanei scelgono la Fotografia come mezzo per esprimere la loro creatività ed eccellenti fotografi professionisti sono di diritto citati nei libri di storia dell’arte.
Nonostante ciò la “figura” del fotografo professionista in questi ultimi anni è stata bistrattata e svilita nella sua accezione, o almeno, apparentemente. Il mondo dei professionisti è in crisi perché la tecnologia permette a chiunque di realizzare un’immagine discreta. Dall’altra parte, la diffusione capillare di riviste, cinema e televisione ha elevato il gusto e le aspettative del pubblico, che pretende dal professionista un risultato impeccabile, speciale rispetto allo standard.

Questo il file Rouge scelto per le esposizioni fotografiche di quest’anno a Orvieto: tradizione e innovazione, ricerca e sperimentazione.

Carlo Pieroni presenta la sua mostra “Pin Up” , stile anche ripreso dagli illustratori USA degli anni ’50. Pieroni vola sul mondo interpretando l’icona della bellezza femminile come Pin Up, per campagne sia pubblicitarie che redazionali di moda.
Le immagini, tra virtual dream e realtà, sono un omaggio alle donne di tutti i tempi, alla sensualità del linguaggio universale del corpo femminile.
Le donne di Pieroni non sono mai rappresentate come meri oggetti, ma come soggetti del desiderio.

Lo sguardo del visitatore si stringe poi sul sociale. Nella battaglia feconda fra immaginazione e repertorio , gli architetti della visione, i fotografi di Blackarchives: Fabio Massimo Aceto, Angelo Antolino, Graziano Arici, Gian Battista Brambilla, Gerald Bruneau Basso Cannarsa Remo Casilli, Leonardo Cendamo, Titti Fabi, Fulvia Farassino, Lucia Gardin, Francesco Garufi, Grazia Ippolito, Daniele La malfa, Marcello Mencarini, Aliocha Merker, Claudio Morelli, Riccardo Musacchio, Francesco Pischetola, Roberto Ponti, Alberto Ramella, Alberto Roveri, Mark E. Smith, Billy Tompkins, Mauro Vallinotto, Eric Vandeville, Rinaldo Veronelli, Chris Warde-jones sono invece testimoni storici di una strenua ricerca della realtà impegnati a interrogarsi sui linguaggi iconografici, riflettendo in particolare sul potere dell’immagine
Il racconto per immagini, anche fantastiche, è affidato Paolo Cecchin, instancabile viaggiatore ideale nell’universo della sperimentazione e della ricerca, colto e sensibile narratore di un genere fotografico apprezzato e moderno. Una “gigante” esposizione di immagini di stupefacente originalità sia nello scatto che nella postproduzione, racchiude solo in minima parte il suo lavoro, ma il più creativo e affascinante.

Sempre nel sociale si inserisce l’altra mostra fotografica, che racconta “la terra di mezzo”: “CINA”, una collettiva scaturita dal lavoro dei soci FIOF, Giancarlo Silvestrini, Antonella Mariani, Luigi e Antonio Del Sesto, Jessica Morelli, Laura Sassi, Lino Blasotta, Lorenza Ricci, Antonio Fascicolo, Rosario Ascione, Stefano Gerardi, Moria De Zen, Salvatore Di Vilio, William Vaccari, Valter Zanardi, Claudio Brufola e Enzo Varriale.
FIOF ha voluto legare l’opera dei fotografi ad un progetto di alto profilo sociale, che Emergency porta avanti da tempo, “adotta un ospedale”.
Le opere esposte saranno poi messe in vendita ad un’asta di beneficenza, il 24 aprile, ed il ricavato sarà devoluto a sostegno del Centro Pediatrico di Goderich, in Sierra Leone.
La mostra fotografica poi è di particolare pregio, non solo per i contenuti di carattere artistico, ma anche per il metodo di stampa con cui è stata realizzata.
Infatti le stampe sono approntate con la tecnica Digigraphie® by Epson.

Il percorso visivo continua con i dubbi esistenziali di un giovane autore, Francesco Ricci, il quale sostiene che spesso ci si ritrova a fare i conti con il caso. Te lo trovi davanti, e non puoi scansarlo. La magia ha ragione di esistere qualora si crei un’ unione perfetta tra il mago, il suo numero, lo spettatore e il suo punto di osservazione. Laddove quest’ultimo dovesse cambiare, si spezzerebbe l’alchimia e magari si svelerebbe anche il trucco. Nella Fotografia il “mago” guarda il mondo, poi vede la sua realtà, filtrata prima dalla sua mente, poi dal mezzo fotografico, e quindi la cede allo spettatore, costringendolo ad uno e un solo punto di osservazione.

Maurizio Mercurio conclude la kermesse delle mostre in esposizione ad Orvieto. Entra nel 73 nel marketing Unilever, passerà poi in pubblicità (Publinter Ayer, Pirella Göttsche, Bozell, TBWA e Publicis). Da sempre ha tenuto collaborazioni con le università. Oggi insegna “Comunicazione d’impresa” all’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha insegnato nella stessa sede: “Strategie di comunicazione”, “Pubblicità” e “Promozione d’immagine”. Presso l’European School of Economy: “Marketing Strategico”. Presso l’Università IULM di Milano: “Conoscere e valorizzare la marca”. All’Università del Progetto di Reggio Emilia ha insegnato “Creatività”. Ha tenuto corsi al Centro Formazione del Sole 24ore, AssoComunicazione, LRA, e Cesma.
Scrittore e pittore digitale.

Le mostre sono visitabili tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 18,00 presso il Palazzo dei Sette di Orvieto.
L’ingresso é gratuito.