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Primo ciak per il nuovo film di Nanni Moretti

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Sono cominciate oggi le riprese del nuovo film di Nanni Moretti, Habemus Papam, prodotto da Sacher Film e Fandango in collaborazione con Rai Cinema.
“Habemus Papam” racconta di un Papa appena eletto che si ritrova colpito da una crisi di fede.
Il protagonista del film sarà Michel Piccoli. Altri interpreti: Nanni Moretti, Jerzy Stuhr,  Renato Scarpa, Margherita Buy e Franco Graziosi.
Le riprese si svolgono interamente a Roma e l’uscita di Habemus Papam nelle sale italiane è prevista per la prossima stagione cinematografica.
Regista noto per la sua vena politica (presente in quasi tutti i suoi film, come una sorta di “marchio di fabbrica”), la nuova opera di Nanni Moretti segnerà un punto di svolta nella filmografia del regista di “Io sono un autarchico”, “Ecce bombo” (1978), il film cult – presentato anche al Festival di Cannes – che lo rende noto al pubblico e alla critica.
Il nuovo progetto che vede Moretti impegnato dietro e davanti la macchina da presa arriva dopo una carriera segnata da grandi riconoscimenti e numerose soddisfazioni: nel 1981 “Sogni d’Oro” (con Laura Morante e Alessandro Haber) riceve il Gran Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia; al Festival di Berlino viene premiato per “La messa è finita” (1985), storia di un sacerdote alla prese con i problemi propri e dei suoi parrocchiani; con “Palombella Rossa” (film omaggio all’universo della pallanuoto che tanto è caro a Moretti) vince il secondo Nastro d’Argento per il miglior soggetto originale.

Il 1993 sarà poi l’anno del suo capolavoro: “Caro diario” che gli vale la Palma d’Oro e il Nastro d’Argento come miglior regista. Nel 2001 Moretti sorprende ancora una volta il pubblico di tutto il mondo con “La stanza del figlio” (2001) dove interpreta un padre alle prese con l’elaborazione del lutto per la morte del figlio: la pellicola vince la Palma d’Oro a Cannes per il miglior film e il Nastro d’Argento per la categoria miglior regista.
Nel 2006 Moretti fa incetta di David di Donatello (Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Produttore) con “Il caimano”, probabilmente la sua pellicola più apertamente schierata.