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Smog e malanni: i vigili urbani di Milano si ribellano

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I vigili urbani di Milano sono i più colpiti dallo smog cittadino. La categoria, infatti, lavorando per buona parte della giornata sulle strade, esposta alle emissioni nocive dei gas di scarico, è soggetta anche agli effetti collaterali.
Quali? I più frequenti sono asma e bronchiti che causano una riduzione di circa il 40% delle funzioni respiratorie. A dirlo sono i rappresentanti sindacali che si schierano a difesa dei vigili urbani e chiedono di essere ascoltati. Negli ultimi venti anni, infatti, ne sono deceduti 500 per malattie cardio-polmonari.
Ciò che si chiede è una maggiore tutela per una categoria spesso criticata. Le polveri sottili sono un pericolo per la salute non solo dei vigili ma dei cittadini in generale. La rivolta dei vigili sembrerebbe giustificata visto che i veleni che respirano oggi potrebbero condannarli a morte in futuro.
L’allarme sarebbe confermato anche da una ricerca commissionata all’Università Bicocca da cui si evince che gli effetti dell’inquinamento sulle persone sono reali e i valori delle polveri sono maggiori di quelli che si pensava. Quindi il rischio per la salute esiste e bisogna trovare una soluzione.
I blocchi del traffico servono fino ad un certo punto e sono paragonabili ad un dito che tappa una falla in una diga.
I fattori patologici sono un pericolo reale e il Comune dovrebbe prendere dei seri provvedimenti: Roberto Miglio, dirigente sindacale del Csa della polizia locale, afferma che “Le uniche mascherine che abbiamo sono quelle antipolvere – ha detto Miglio – e non servono a nulla. Nessuno si occupa del problema, è l’ennesima dimostrazione che non c’è rispetto per i vigili urbani”.
Insomma, sette ore in mezzo al traffico urbano sono eccessive e Miglio chiede che l’amministrazione comunale riduca il tempo di esposizione allo smog.
Purtroppo il capoluogo lombardo è sempre stato al centro di discussioni senza fine riguardo il problema inquinamento: una cura efficace potrebbe consistere nell’uso costante di mezzi a impatto zero come le biciclette. Le giornate “verdi” dovrebbero riempire la maggior parte dell’anno e non rappresentare, come troppo spesso nei fatti è, un’occasione una tantum per poter respirare aria più pulita e godersi una città meno grigia.