Home Costume e società Stuprare una donna ora è un gioco

Stuprare una donna ora è un gioco

Dal Giappone arriva "Rapelay", il videogioco che istiga allo stupro. Vittime delle violenze virtuali sono ragazzine minorenni

762
CONDIVIDI

Non ci sono parole per descrivere il folle gioco messo in commercio in Giappone e diffusosi, in poco tempo, anche negli altri Paesi. Dopo tante lotte e battaglie combattute dalle donne per rivendicare il loro diritto di non essere stuprate, dopo tante campagne di sensibilizzazione, dopo la nascita di tante associazioni femminili e di un movimento maschile contro la violenza sulle donne, ora stuprare una donna è diventato un gioco e il terrore corre su internet.

Nata come pozzo di conoscenza per tutti coloro che sono assetati di sapere, oggi la rete si presenta come mezzo di istigazione allo stupro. In che modo? Attraverso uno scioccante videogioco.
La scena si apre in una stazione della metropolitana, in una grande città giapponese, dove il videogioco è stato prodotto e consente a chi gioca di indossare i panni dello stupratore seriale.
Bisogna rimuovere subito “Rapelay”, questo il suo nome, da Internet! Uno slogan diffusosi in questi giorni. Dalla rete è possibile scaricarlo gratuitamente.
Nonostante le numerose condanne della Comunità Internazionale, nel Paese nessuno ha fermato la produzione. In Giappone i giochi come Rapelay sono venduti liberamente e non costituiscono scandalo.
A sostegno delle donne e della rimozione del videogioco dai negozi si sono espressi alcuni politici. Ad intervenire per prima è stata Giorgia Meloni, Ministro della gioventù: “Farò richiesta alla polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che offrono l’opportunità di scaricare Rapelay da Internet – afferma il Ministro Meloni – affinché rimuovano il gioco dalla rete”. Vittime delle violenze virtuali sono ragazzine minorenni.

A farsi avanti è stato anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Telefono Rosa, l’associazione che da anni si occupa della violenza sulle donne, si è mossa affinché il sito possa essere oscurato e per mercoledì preannuncia un esposto alla Procura di Roma. La presidente Gabriella Moscatelli considera il videogioco un vero e proprio eccitamento alla fantasia dei pedofili.
Una deputata Udc: “Mentre si spendono impegno ed energie per proporre e promuovere politiche a sostegno delle donne, si scopre che i creatori di un videogioco hanno messo la stessa dose d’impegno per formare una generazione di stupratori. Mi cadono le braccia!”