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Amflora, la patata OGM

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Si chiama Amflora la nuova patata tecnologica frutto della manipolazione genetica.
Ad oggi in fatto di OGM (Organismi Geneticamente Modificati) si sa che oltre agli importanti rischi ambientali e per la salute, valutabili attraverso la ricerca scientifica, l’introduzione di tali organismi, in particolare nel settore agroalimentare, può avere potenziali conseguenze economiche e sociali sullo sviluppo delle aree ad economia agricola in cui vengono coltivati.
Tutti questi diversi elementi di rischio sono al centro di accesi dibattiti in corso a livello nazionale e internazionale, creando spesso forti polarizzazioni all’interno dell’opinione pubblica e sollevando dibattiti anche nella comunità scientifica.
La Commissione Europea ha autorizzato per la prima volta dal 1998 la coltivazione di questa patata speciale in grado di produrre molto più amido di una patata normale. La Basf, società chimica leader mondiale, ha fatto richiesta per l’autorizzazione all’uso come alimento e mangime di questo Ogm nel 2005.
Gli esperti di medicina sono sempre più preoccupati circa la resistenza agli antibiotici dato che l’Amflora contiene un gene particolare che annulla l’effetto di kanamicina e neomicina, due medicinali salvavita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Agenzia europea per i medicinali (Emea) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) hanno già messo in guardia sull’importanza critica degli antibiotici colpiti dall’Amflora.
Allora, perché è stata prodotta e, soprattutto, perché è stata autorizzata?
Il motivo principale potrebbe essere il profitto e gli interessi delle multinazionali nell’autorizzazione degli OGM. Ad alimentare il sospetto, c’è il fatto che la nuova Commissione ha forzato la decisione: il Commissario europeo alla salute e politica dei consumatori, il maltese John Dalli, in accordo con Barroso, attuale presidente della Commissione, ha utilizzato la cosiddetta “procedura scritta” per autorizzare questa coltura, evitando così di dover affrontare il dibattito nel Collegio del Commissari.
E’ proprio il leader del movimento verde all’interno del Parlamento Europeo Martin Haeusling ad avanzare dei dubbi: “Sono colpito nel vedere che il commissario alla salute e alla tutela dei consumatori, John Dalli, non ha avuto bisogno che di alcune settimane, nel suo nuovo incarico, per esprimere un sostegno così palese agli interessi industriali”.
Secondo alcuni detrattori, infatti, si tratta di un pericoloso precedente che serve a scardinare la resistenza a queste colture che sono state vietate nel 1998, e servirà da apripista per le nuove generazioni di vegetali fatti in laboratorio. Eppure gran parte dei cittadini europei (74% secondo gli ultimi sondaggi) sono contrari agli OGM.
In Italia l’opposizione alla patata ogm è arrivata da entrambi gli schieramenti politici, con forte preoccupazione da parte del Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia.
La maggioranza degli Stati membri si è opposta all’autorizzazione di questo Ogm. La giustificazione degli apologeti dell’OGM  è che l’Amflora ha un maggior contenuto di amido ma dal sito di Greenpeace Italia si legge testualmente che “è stata sviluppata per l’uso industriale, nell’alimentazione animale e come fertilizzante ma sono già disponibili sul mercato patate convenzionali (NON-Ogm), con contenuti di amidi quasi identici.” Quindi dietro la creazione e la diffusione di tali organismi c’è solo il Dio denaro.