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Il paese delle meraviglie di Tim Burton

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Già nel 1933, il regista Norman Z. McLeod, aveva realizzato una pellicola sul racconto dello scrittore Louis Carrol. In seguito, nel 1951, la Disney con la sua versione animata aveva ripreso la storia, animandola a colori. La trama è conosciuta in tutto il mondo.

Alice, bimba irriverente e disobbediente, si addormenta sotto l’albero del parco attinente alla casa in cui vive e si ritrova catapultata in un mondo fantastico dove, tra episodi esilaranti quali l’incontro con il Bianconiglio, o i pericoli che comporta il ritrovarsi con la Regina di Cuori che continuamente urla “tagliatele la testa, tagliatele la testa”, vive e conosce imprevisti e bizzarrie, ma come sempre accade nelle favole, comprende quanto la realtà possa avere un gusto speciale e, soprattutto, indubbio anche rispetto alla più eccentrica delle fantasie.

In questa versione dell’opera il regista è Tim Burton, sceneggiatore dal tocco quasi sempre gotico, che anche in questo caso ha apportato la sua rifinitura dark alla storia.
Quale supervisore dell’opera, Burton ha creato due varianti, una in 2D ed una in 3D, perché desiderava che gli spettatori oltre agli effetti speciali, come quando Alice viene rimpicciolita per attraversare la porticina minuscola che le si para davanti, potessero apprezzare il film anche senza i trucchi di questa nuova tecnica filmica.
Ha inoltre cercato, come lui stesso ha dichiarato nelle interviste rilasciate, di aver voluto caratterizzare ancor di più i personaggi che già di loro sono intessuti di specifiche stranezze mentali e di averli arricchiti con una nuova cornice emotiva.
Il ruolo della protagonista è stato affidato a Mia Wasikowska, attrice australiana di diciotto anni, quello del Cappellaio Matto al poliedrico Johnny Depp, attore che, oltre alla prestanza fisica, ha più d’una volta dimostrato il suo talento, soprattutto scegliendo pellicole azzardate dove la critica poteva farlo a pezzi, eppure sono rimaste dei piccoli gioielli della filmografia. In questo ruolo Depp, nato nel 1963 e sposato con la cantante Vanessa Paradis, dalla quale ha avuto due figli, trasformando l’aura da artista maledetto in rassicurante uomo di famiglia, in questa nuova espressione del suo talento, ha vestito i panni di un uomo eccessivo quasi caricaturale, imprevedibile e folle, ma ha cercato di non esagerare dosando le emozioni dentro e attorno a lui. E ha tentato di rendere cristallino il personaggio, nelle sue varie sfumature, nonostante la sua ambiguità. Johnny Depp è al sesto lungometraggio in collaborazione col singolare regista, ricordando tra gli altri La fabbrica di cioccolato di Willy Wonka e La Sposa Cadavere.
La Regina Bianca ha il volto di Anne Hathaway, attrice che possiamo ricordare con Meryl Streep in Il diavolo veste Prada.

Sicuramente si parlerà di quest’opera, in bene o in male che sia; l’importante è che la magia del cinema non ci abbandoni mai, continuando a farci sognare.