Home Costume e società La paura generata dallo stalking

La paura generata dallo stalking

481
CONDIVIDI

Tale condotta è perseguibile penalmente e può essere scritta o verbale. E’ un comportamento reiterato nel tempo, che nasce come complicazione ad una relazione interpersonale.
Si differenzia dalla semplice molestia perché l’assillo è frequente, intenso e duraturo. Tradotto nella nostra lingua è quasi come “l’avvicinarsi furtivamente”. Come un cacciatore che in agguato, cerca di attuare atti persecutori.
Lo stalker è spesso un conoscente, collega, ex compagno che per vendicarsi di un torto subito, agisce con una perdita di contatto con la realtà, finendo con l’assumere una condotta anormale.
Ci sono cinque tipologie di base quali: il risentito che si sente ingiustamente traumatizzato da una carenza affettiva inflittagli dall’ex partner; il bisognoso d’affetto che fa pressione sull’oggetto del suo desiderio perché da semplice amicizia o conoscenza si trasformi in una relazione; il corteggiatore incompetente che opprime e invade, arrecando fastidi ma di breve durata; il respinto che all’unisono vuole vendicarsi ma tenere comunque in ballo la relazione ed il predatore che trae eccitazione dalla paura che incute alle sue vittime.
In molte parti del mondo lo stalking è reato. Si tenta di rendere più sicuri coloro i quali vengono perseguitati e si cerca di aiutarli a non modificare le proprie abitudini di vita.
L’articolo che nel Codice italiano tutela da questo reato è il 612-bis. La pena va dai sei mesi ai quattro anni per atti persecutori. Le norme accessorie fanno si che, in caso di recidività, possa esserci un aumento della pena. Si procede a querela ed è prevista la condannabilità d’ufficio, quando la vittima è un minore o un disabile.
Telefonate, sms, regali o visite a sorpresa, possono essere forme indesiderate di sopruso sulla libertà del singolo. Viene violata la privacy.
L’investimento ideo-affettivo che lo stalker designa può essere basato su una situazione reale o totalmente irrazionale. Mediamente le donne oppresse sono comprese in un’età tra i 18 ed i 24 anni, ma ci sono casi in cui la fascia media è tra i 35 ed i 44 anni.
Per difendersi la condotta da tenere è di essere fermi nel dire no, non andare in luoghi isolati e di non seguire abitudini di routine. Recarsi dalle forze dell’ordine se si pensa di essere in pericolo ed in caso la molestia sia telefonica, farsi attribuire una seconda linea, affinché la prima vada pian piano ad essere dimessa.

Gli effetti dello stalking sono vere e proprie ferite che prendono tempo per rimarginarsi. Oggi, grazie anche alle associazioni che si battono a favore dell’annientamento di questo fenomeno, non bisogna più nascondersi: il terrore deve lasciare il posto alla fiducia e alla ricerca della propria libertà fiaccata.