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Processo Mediatrade e legittimo impedimento

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Siamo alle solite. Davanti all’ennesimo rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi a Milano viene alzato un muro di gomma che inasprisce i rapporti tra l’esecutivo e il potere giudiziario.
Stavolta la vicenda riguarda l’affaire Mediatrade. Secondo l’accusa del pm Fabio De Pasquale, Berlusconi avrebbe commesso il reato di frode fiscale fino al settembre 2009 per 8 milioni di euro evasi, e di appropriazione indebita, che sarebbe stata consumata tra Milano e Dublino dall’8 febbraio 2003 al 30 novembre 2005, per 34 milioni di dollari.
I reati non sono ancora caduti in prescrizione. Berlusconi potrà oggi avvalersi del legittimo impedimento firmato e pubblicato sulla gazzetta ufficiale proprio pochi giorni fa dal Presidente della Repubblica.
Il testo prevede che le attribuzioni previste dalla legge che disciplina l’attività di governo e della presidenza del Consiglio, dal regolamento interno del Consiglio dei ministri, le relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque “coessenziale” alle funzioni di governo costituiscano legittimo impedimento per il Premier a comparire alle udienze penali che lo vedono imputato (non a quelle in cui è parte offesa).
Stesso trattamento vale per i ministri. L’udienza preliminare in cui il gup Marina Zelante valuterà la richiesta di processo dovrebbe essere fissata prima dell’estate, visto che la procura ha già fatto slittare la richiesta di udienza preliminare per ragioni di opportunità legate alla recente campagna elettorale per le regioni.
La difesa del premier chiederà di applicare la norma sul legittimo impedimento che permetterà a Berlusconi di rinviare il processo per diciotto mesi. Questo in attesa che il lodo Alfano – lo “scudo istituzionale” – venga approvato secondo quanto previsto dalla Costituzione.
L’inchiesta vede tra i dodici indagati anche il figlio del premier, Pier Silvio, e il presidente Mediaset Fedele Confalonieri.
Sull’altro processo che lo vede coinvolto a Milano, relativo ai diritti tv di Mediaset, i legali di Silvio Berlusconi hanno presentato ieri un’istanza in cui sostengono il legittimo impedimento del presidente del Consiglio a partecipare alla prossima udienza di lunedì. Sino al 14 aprile Berlusconi sarà negli Usa per un vertice sulla sicurezza nucleare.
Da Milano a Roma. La procura di Roma trasmette al tribunale dei ministri gli atti dell’inchiesta avviata a Trani sulle pressioni del premier per “affondare” la trasmissione Annozero di Michele Santoro.
La richiesta è di svolgere l’istruttoria. Confermato l’impianto accusatorio, dopo la lettura di circa mille pagine, le ipotesi di reato restano di concussione e minacce.
La procura di Giovanni Ferrara ha chiesto al tribunale dei ministri la trascrizione integrale di 18 telefonate che sono state intercettate dagli investigatori di Trani.
Il muro di gomma del legittimo impedimento varato dalla maggioranza in Parlamento a colpi di voti di fiducia, rischia di divenire un serio intralcio per l’equilibrio dei poteri democratici dello stato di diritto in barba all’invito del PdR Giorgio Napolitano che aveva sostenuto, dopo la firma della legge, un appello a una leale collaborazione tra l’autorità politica e giudiziaria.