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Gillo Dorfles, l’avanguardia tradita

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L’Assessorato alla Cultura di Milano e la Fondazione Antonio Mazzotta presentano la mostra “Gillo Dorfles. L’avanguardia tradita”, a Palazzo fino al 23 maggio e curata da Luigi Sansone. Un’esposizione che celebra la figura poliedrica di Gillo Dorfles, ponendo l’accento sulla sua identità di artista, oltre che critico d’arte ed estetologo con laurea in medicina e psichiatria, in relazione alla città di Milano.

Il Comune di Milano, la città dove Gillo Dorfles nato a Trieste nel1910, ha scelto di passare buona parte della sua vita, ha deciso di festeggiare con questa grande mostra i 100 anni di questo personaggio straordinario, un “artista clandestino”, come è stato definito nel titolo della mostra allestita al PAC nel 2001.
Per molti anni, infatti, ha preferito non apparire in questa veste perché non parlassero di lui come di un “pittore della domenica”. Per lui, infatti, dipingere non era affatto un passatempo, ma una passione e una ragione di vita.
Nelle opere esposte emerge, infatti, tutta l’originalità del suo lavoro, nel quale, forse ancor più che negli altri campi in cui si è cimentato, ha portato il suo spirito aperto, curioso, anticonformista. Un modo di affrontare la vita che ha sempre contraddistinto la sua personalità. Anche negli anni del MAC (Movimento Arte Concreta), l’unico movimento di cui ha fatto parte e di cui è stato anche fondatore, il suo apporto è sempre stato originale, la sua poetica era meno legata alla purezza delle forme e più vicina a una visione onirica e surreale. Diverso dagli altri esponenti del gruppo, con essi però condivideva il principio di fondo dell’assoluta libertà e indipendenza dell’arte da qualunque ideologia.
Era il 1948 quando Dorfles con Soldati, Munari e Monnet costituì il Movimento per l’Arte Concreta che, sulla scia di simili movimenti artistici europei, rivendicava l’autonomia dell’arte dalla rappresentazione realistica della natura. Mossa non delle più facili in un’Italia da sempre dominata dalla cosiddetta “bella pittura”; impresa delle più ardue dopo il successo, negli anni Quaranta e Cinquanta, del realismo sociale. Il movimento durò circa 10 anni e se finì per stemperarsi non fu per mancanza di ingegno, ma per il suo estendersi tracimante.

Nella mostra di Palazzo Reale 207 opere, di cui circa 60 inedite, per raccontare l’immenso lavoro dell’artista, attraverso 70 anni di ricerca e meditazione artistica lungo un percorso ricco e tortuoso, con molte svolte, sempre alla ricerca dell’essenza stessa della contemporaneità. Disegni, sculture, grafiche, gioielli e ceramiche dagli esordi metafisico-surreali all’adesione al Movimento Arte Concreta nel decennio 1948-1958, fino alle recenti composizioni. La mostra ripercorre cronologicamente la carriera artistica di Dorfles dagli esordi, contrassegnati da opere fantasiose, misteriose ed enigmatiche, fino alle recentissime composizioni ironiche, fresche e originali, come il suo spirito di “giovane centenario”.

Oltre alla collezione personale dell’artista e ad altre collezioni private italiane, sono esposte opere provenienti da musei italiani, tra cui il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Completano l’allestimento una sezione fotografica dove è possibile scoprire i ritratti dell’artista insieme ad amici intellettuali ed artisti; una sezione documentaria con i volumi più celebri di Dorfles e un video con interviste a Dorfles a cura di critici e artisti.

 

PALAZZO REALE, Piazza Del Duomo 12 – Milano

+39 02875672

www.comune.milano.it/palazzoreale/

www.mostradorfles.it

Orari:

lunedì 14.30-19.30

da martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30

giovedì e sabato 9.30-22.30

Biglietti:

intero € 8,00; ridotti € 6,00; ridotto speciale scuole e gruppi € 4,50

Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura della mostra