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La cellula come un meccano: presto forme di vita artificiale

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Docente di storia di medicina e bioetica all’università La Sapienza, Gilberto Corbellini è uno dei maggiori studiosi di biologia molecolare.
La scoperta è l’aver individuato le strutture molecolari necessarie al funzionamento della cellula. I ricercatori del gruppo di Venter hanno scomposto e poi rimontato le sue componenti.
Una cellula è composta di tanti “pezzetti” ed era fondamentale capire quali fossero essenziali per farla funzionare e replicare : da ora si potranno modificare le strutture base della cellula a nostro piacimento.
Si immagini di avere delle costruzioni della Lego e di poterle montare a piacimento, realizzando anche strutture non ancora presenti in natura. Si avranno nuovi organismi artificiali, con caratteristiche che non esistono in natura, di cui sperimentare le potenzialità.
Grazie a queste “costruzioni” si faranno confronti. Si arriverà forse a capire l’evoluzione della vita. È una scoperta straordinaria sia dal punto di vista conoscitivo, sia applicativo.
«È una scoperta rivoluzionaria anche per l’uomo. Se riuscissimo a creare cellule con le caratteristiche desiderate potremmo pensare a quelle che producono farmaci. Potremmo capire i meccanismi della replicazione cellulare e comprendere i processi patologici alla base delle malattia» afferma il biologo.

Applicazioni pratiche possono essere adottate anche per l’ambiente. Si pensi, ad esempio, al petrolio riversato in mare nella Louisiana e alla possibilità di utilizzare microrganismi per ripulire l’ambiente degradando il petrolio.

Cosa ci riserva il futuro? Quali i benefici in rapporto alle possibili conseguenze?