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Robin Hood

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“Ribellarsi e ribellarsi ancora, finchè gli agnelli non diverranno leoni”. È questo il motto che guida il primo Robin Hood, ovvero la storia dell’uomo prima della leggenda.

Il Robin Hood di Ridley Scott (Alien, Blade Runner, Thelma & Louise, Il Gladiatore) è un vero e proprio prequel: già perché il film ideato e coprodotto da Russell Crowe (anche protagonista), ha di innovativo il volersi porre come racconto del “prima” – forse perché il “dopo” ci è stato raccontato in numerose pellicole, o forse per incentivare lo spettatore a seguire le vicende future del “Robin della foresta”.

In effetti il film finisce con Robin Hood, ormai fuorilegge, che vive nella foresta con gli storici compagni di scorribande – tra cui Frate Tuck e Lady Marion (Cate Blanchett)- sfamando i piccoli orfani del villaggio, pratico alla legge del “rubare ai ricchi per dare ai poveri”.

A Cannes “Robin Hood” ha ricevuto una calorosa accoglienza – nonostante il popolo francese esca deriso e sconfitto dal film di Scott – ed ha avuto l’onore (e l’onere) di aprire la 63esima edizione del Festival.
La storia racconta dell’arciere Robin che, dopo aver combattuto durante le crociate nel nome di Riccardo I, approda a Nottingham dove, una serie di fortunati eventi, lo porteranno a conoscere il proprio passato e a progettare il futuro di libertà che tutti conosciamo.
Nonostante il film non conservi la bellezza ed il vigore de “Il Gladiatore”, Scott riesce comunque ad impressionare e rendere piacevole la visione di quest’omaggio al leggendario re della foresta.