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Tennis, Wimbledon: grande rimonta di Fognini ora c’è Benneteau

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Il palmares di Fabio Fognini si arricchisce di un’altra vittoria pesante. Uno di quei successi che rappresentano il crocevia fondamentale per operare il salto di qualità, poiché danno fiducia, accrescono la consapevolezza nei propri mezzi, e soprattutto migliorano il giocatore nella sua capacità di gestione delle fasi delicate dei match. Gli appassionati sapranno bene che quest’ultimo aspetto, nel tennis, conta molto più del 50%.

La maratona di 4 ore e 12 minuti portata a termine contro Michael Russell vale infatti molto di più dell’impresa di cui Fabio si era reso protagonista al primo turno, facendo fuori Fernando Verdasco. In quell’occasione, dall’altra parte della rete, c’era il fratello gemello povero del campione, una copia parecchio sbiadita. Un tennista che, al di là del posizionamento in classifica, stava fronteggiando una delle sue giornate peggiori. L’americano battuto oggi non era testa di serie numero 8, bensì numero 101 del ranking mondiale, e per di più non era mai stato capace in carriera di superare un turno sui prati inglesi. A dispetto dio ciò era però più centrato dal punto di vista mentale di quanto non fosse lo spagnolo, e contro Fognini, grazie ai suoi 32 anni, poteva giocarsi la carta dell’esperienza.

Per la seconda volta nel giro di un mese il tennista ligure ha centrato la vittoria rimontando uno svantaggio di due set a zero, portando a casa un match in cui l’avversario ha servito per chiudere le danze sul 5-3 del quarto set. Fognini ha così ripetuto quanto fatto sul Centrale del Roland Garros opposto a Gael Monfils. 3-6 5-7 7-5 7-6(6) 6-3 il punteggio.

Fosse stata una gara di solo talento sarebbe finita con un triplice 6-3 per l’azzurro. Il problema è che Fabio ha affrontato il suo solito match sulle montagne russe, in un continuo sali scendi, mentre dall’altra parte Russell ha fatto della regolarità la sua arma più micidiale, non solo contenendo le accelerazioni dell’azzurro, ma cambiando anche i rapporti di forza all’interno del palleggio: non perdeva campo, nonostante i tentativi del nostro, ed effettuava recuperi che si tramutavano in fiondate in grado di rispedire gli attacchi al mittente.

Nel primo set Fognini sale 3-1 salvo poi sbagliare troppo e subire un parziale di 7 giochi a zero. Nel secondo fioccano i break, ben 6 nel complesso. Il ligure si costruisce anche l’opportunità di servire per andare in parità sul 5-4, ma cede due turni di battuta consecutivi, mollando il set con un dritto abbondantemente oltre la linea di fondo. Nel terzo set si ripete lo stesso copione di questa partita pazza e senza logica. Break di Fognini per il 4-3, controbreak immediato. Ci sono tutti i segnali per un epilogo in 3 set, e invece Fognini ha l’enorme merito di mettere in mostra tutto il suo talento proprio sull’orlo del baratro, nelle situazioni più difficili. Una qualità in dote solo ai campioni.

Con un passante di rovescio in cross dall’angolo parecchio acuto il ligure si costruisce il break decisivo nella terza partita (sul 5-5), recupera un break di svantaggio sul 3-5 del quarto set, con l’avversario al servizio per il match, mettendo un dritto all’incrocio delle righe prima di servirsi di due rari errori dello statunitense, e gira a suo favore un complicato tie break del quarto set (Fabio era 5-3 sotto) tramite una fulminante accelerazione di dritto lungo linea, spaventoso il cambio di velocità, che gli permette di colmare il mini break.

Nel quinto poi è vera lotta. Game interminabili, tutti ai vantaggi. Fognini perde la testa (e con essa il turno di battuta) nel terzo quando il giudice di linea gli chiama il secondo fallo di piede nel giro di pochi punti, l’ennesimo del match. Il tanto temuto doppio fallo fatale sulla palla break non tarda a palesarsi. Ma Fognini è ben centrato e nel gioco successivo, alla terza opportunità, colma il break di svantaggio. Poi la stanchezza si impadronisce di Russell, costretto a un game fiume (con palla break annullata) per issarsi al 3-3, crollato definitivamente in un ottavo gioco con due doppi falli e qualche errore di troppo.

Dopo la prima volta del Roland Garros per Fognini arriva la prima volta anche sui prati di Wimbledon, dove non si era mai qualificato per il terzo turno. L’occasione è di quelle ghiotte poichè tra lui e gli ottavi di finale non ci sarà un fenomeno ma il francese Julien Benneteau, tennista discontinuo e da prendere con le molle se in giornata, ma non impossibile. Perse da Volandri agli Internazionali d’Italia.

Enorme delusione invece per Andreas Seppi sconfitto da un tennista al quale dava 57 posizioni di differenza nella classifica mondiale, il tedesco Tobias Kamke. Andreas partiva alla grande, mostrandosi molto reattivo fisicamente e dominando gli scambi. Era lui a trovare maggiore profondità e i più micidiali cambi di direzione e velocità. Seppi portava a casa per 6-3 con un solo break una prima frazione che si sarebbe potuta chiudere più in fretta. E’ stato 0-40 sul 4-1. Poi il disastro. L’altoatesino commetteva uno spropositato numero di errori dalla parte del dritto e perdeva in incisività. Negli ultimi 3 parziali era il tedesco a fare gioco, a macinare tennis, e il nostro ben lontano dalla riga di fondo. Andreas cedeva secondo e terzo parziale mentre nel quarto, in cui è andato immediatamente sotto, peccava in timidezza al momento di rientrare in partita. Quando Kamke gli ha concesso 3 palle consecutive del controbreak sul 3-4 non è stato in grado di sfruttarle. Al di là di un nastro sfortunato, sono stati tutti gratuiti di dritto. E’ finita 3-6 6-2 6-3 6-4. Seppi non è riuscito a riconfermare il terzo turno conquistato 12 mesi fa. Perderà ulteriori posizioni in classifica per una stagione finora fallimentare.