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Festa dell’Accoglienza a Roseto Valfortore

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Il Comune di Roseto Valfortore, in provincia di Foggia, ha organizzato l’annuale “Festa dell’Accoglienza” per dare ufficialmente il benvenuto ai rosetani emigrati all’estero e che, come ogni estate, ritornano nel paese natio.
Venerdì scorso, 23 luglio, al seguito del complesso bandistico del paese, alle ore 20, oltre agli assessori comunali e ad una schiera di compaesani e turisti, vi erano anche il neoeletto sindaco Nicola Apicella, il vicesindaco Lucilla Parisi e l’Assessore al Welfare alla Regione Puglia Elena Gentile.      

Nella Sala Consiliare il primo cittadino ha ringraziato il paese e i rosetani votanti all’estero per la fiducia concessagli per questo incarico ed ha consegnato la cittadinanza italiana a due emigrati che ne hanno fatto richiesta; tra questi anche la Presidente del Club di Roseto a Toronto, in Canada.
Gradevole anche la presenza di un rappresentante di Roseto Pennsylvania, il piccolo comune americano nato con le prime migrazioni.     

Lucilla Parisi, già sindaco decennale di Roseto, ha voluto poi esprimere riconoscenza all’Assessore Gentile per “i passi avanti che il paese ha fatto in questi ultimi cinque anni grazie ai finanziamenti del suo Assessorato” perché ha sposato la causa dei piccoli Comuni credendo nelle loro potenzialità. In particolare, questo storico centro abitato del subappennino dauno ha donato all’Assessore Elena Gentile la chiave del paese.
Nel frattempo, si stanno predisponendo gli atti per conferirle anche la cittadinanza onoraria che, probabilmente, si concederà con una celebrazione ufficiale a settembre prossimo.
La chiave di una città è un segno importante, commenta l’Assessore regionale, ma è anche un grande impegno, perché sentirsi parte di una comunità, avere le chiavi di una casa, significa sentirsi responsabile di questa casa”.     

Il plauso dei presenti, infine, è andato all’intervento commosso di un emigrato che si è complimentato con il lavoro della Giunta comunale, precisando che i rosetani all’estero “sono apolitici”, nel senso che non sostengono nessun colore politico ma soltanto la volontà di fare di chi amministra.