Home News Curiosità Allarme meduse nel Mediterraneo. Come pungono? Come difendersi? Come medicarsi?

Allarme meduse nel Mediterraneo. Come pungono? Come difendersi? Come medicarsi?

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Mare, caldo torrido e tante meduse è lo scenario che da sette anni si offre alla vista dei bagnanti. Ad essere maggiormente colpite le nostre coste ed in particolare il Mar Ligure e il Tirreno. Le meduse si riproducono con una tale rapidità e diverse specie raggiungono la riva compromettendo la pesca, il turismo ma soprattutto la salute di chi fa il bagno.
A suonare l’allarme meduse è Ferdinando Boero, del dipartimento di biologia marina dell’universita’ del Salento. La presenza delle meduse nel Mediterraneo, spiega Boero, è in parte attribuibile ”alla sovrappesca” e in parte ”al riscaldamento globale” che ne favorisce l’arrivo da aree tropicali.
La seconda edizione della campagna ‘Occhio alla medusa‘ (Jellywatch 2010) – estesa a tutto il Mediterraneo – un progetto del Ciesm (Commission internationale pour l’exploration scientifique de la mer Mediterranee) di cui e’ presidente il principe Alberto II di Monaco, avverte che sono in arrivo tre nuove specie su cui aguzzare la vista. Ma la vera protagonista di questa estate 2010 è la “cavalletta portoghese” una specie dai tentacoli lunghi anche 20 metri che riesce a pizzicare anche a distanza. In virtù della tropicalizzazione del Mar Mediterraneo a causa dei cambiamenti climatici dovremo spettarcene sempre di più con una crescita anche della diversità biologica di quelle specie che amano il calore delle acque tropicali.

Ma qual’è il fattore che favorisce il loro arrivo?
Ne parliamo con la dottoressa Sandra Hochscheid ricercatrice presso l’Acquario di Napoli. Innanzitutto le correnti. Le meduse si alimentano anche di piccoli pesci e di piccoli plancton. Soprattutto nella tarda primavera, quando ci sono molti nutrimenti nell’acqua e il plancton è più abbondante, esse possono aumentare di numero poiché hanno molto da mangiare. Le correnti poi le trasportano dal momento che non possono nuotare da sole. Solo per brevi distanze possono fare movimento col loro ombrello.

Come pungono le meduse?
Lungo i tentacoli delle meduse ci sono delle cellule che hanno un meccanismo che quando si tocca esplode quasi e fuoriesce una sorta di proiettile che contiene sostanze velenose che pungono, non in maniera tale, però, da creare grossi problemi. Possono causare la morte le meduse? Possono, ma non tutte le specie. La morte può verificarsi soprattutto durante una reazione allergica o in soggetti che presentano problemi di salute particolari. Tutto dipende anche dal maggiore o minore impatto con le cellule e quindi dalla quantità che ne colpisce la persona.

Come difendersi?
Evitando di entrare in acqua. È l’unico modo. Ci sono alcune specie che hanno tentacoli molto lunghi e sottili e non si vedono e che possono essere lunghi fino a un metro. Anche a distanza, quindi, una medusa può entrare in contatto con la parte da pungere.

Qual’è la medicazione corretta e quindi la prima cosa da fare nel caso si venisse punti?
Bisogna mettere acqua calda sulla parte interessata della pelle in modo da dilatare i vasi sanguigni e consentire la fuoriuscita del veleno; ma anche ammoniaca è un ottimo rimedio.

Che tipo di fastidi può procurare una puntura di medusa?
Irritazione sulla pelle con la conseguente formazione di piaghe, rossore, gonfiore. Nell’arco di 24 ore, però, dovrebbe scomparire tutto. C’è una specie in Italia che può causare seri problemi la “pelagia noctiluca” che ha tentacoli viola e marroni e raggiunge al massimo una dimensione di 10 cm. In alcuni casi può causare anche la febbre.

Quali sono le zone dove sono maggiormente concentrate?
L’Adriatico perchè è un bacino chiuso. Oggi è stato rilevato il problema “effetto cascata” per cui i grandi predatori quali tonno, tartarughe marine si alimentano di meduse. Ma poiché i pesci grossi, oggi, sono in numero minore rispetto a prima, le meduse hanno la possibilità di crescere di più. Intorno a loro, però, ci sono pesci più piccoli, larve, di cui esse si nutrono; per cui adesso si è ridotto anche il numero di questi. Attenzione, dunque, prima di entrare in acqua “occhio alle meduse”!

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