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Ischia, terme e benessere

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Ischia, formatasi a seguito di eruzioni vulcaniche succedutesi nel giro di centocinquanta anni, si trova a 17,5 chilometri dal golfo di Napoli e conta trentasette chilometri di linea costiera. Al centro il monte Epomeo, alto 787 metri, originato in seguito a sollevazioni di rocce vulcaniche.
Ischia è suddivisa in sei Comuni: Ischia, Casamicciola Terme, Forio, Lacco Ameno, Barano e Serrara Fontana. Il suo successo è da imputare alle sorgenti termali, meta acclamata dai turisti di mezzo mondo, con presenze straniere pari al 60% su quattro milioni di presenza. Gli alberghi presenti sono 289 e più del 70% ha accesso ad uno stabilimento termale.
Villa La Colombaia, tra Lacco Ameno e Forio, era la residenza estiva di Luchino Visconti; ora ospita una fondazione a lui dedicata ed è immersa nel bosco di Zaro.
Altro luogo da ammirare sono i giardini La Mortella, con piante tropicali e mediterranee, alcune delle quali con dimensioni eccezionali. Dai giardini è possibile vedere il panorama del città e del porto di Forio. Suggestiva è la Chiesa del Soccorso, dal cui piazzale, nelle belle giornate, è possibile intravedere l’isola di Ventotene. Venti scalini si ascendono per salire all’atrio, dinanzi al quale sono poste cinque croci. La chiesa è circondata per tre lati dal mare ed è adorna di maioliche del Settecento, con scene della Passione di Cristo.
Il Castello Aragonese di Ischia, fu costruito nel 474 a.C. su di uno scoglio. Nel 326 la fortezza fu controllata dai Romani e poi dai Partenopei. Alfonso d’Aragona, nel 1441, con un ponte, lo collegò all’isola, e fortificò le mura contro le incursioni dei pirati.
Nel 1912 il castello divenne di proprietà di un privato ed è il monumento più visitato attualmente. Vi si accede tramite un tunnel, nel quale si trova una cappella consacrata a S. Giovan Giuseppe della Croce, patrono dell’isola. Ma c’è anche un ascensore che permette un accesso più semplice.
La tradizione delle terme è nata a Casamicciola. Greci e Romani furono i primi a beneficiare dei privilegi legati a queste acque curative. Le più famose sono le acque del Gurgitello. Sono salso-bicarbonato-alcaline-radioattive ed hanno una temperatura di 70°.
Curano l’apparato respiratorio, la circolazione e le ossa. Anche Boccaccio fu attratto da questi luoghi e vi ambientò una novella del suo “Decamerone”.
Altri uomini di scienza e diversi intellettuali furono ospiti qui; tra i tanti De Lamartine, Renan, Ibsen che qui scrisse “Peer Gynt”, De Rivaz e Garibaldi, che nel 1864 curò i postumi di una ferita d’Aspromonte.
Per chi ama le passeggiate, il bosco della Maddalena offre pinete ed aria salubre. Il vanto di queste località è l’essere ospitali, con la possibilità di fornire servizi ineccepibili e di qualità.
Val la pena di visitarle anche solo per un giorno.