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Alvaro Molteni. Le Opere dal 1939 al 1952

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Inaugurato con l’artista Alvaro Molteni il 22 giugno,  il nuovo spazio espositivo – Spazio 2A di Como– è certo originale negli intenti e nella presentazione degli artisti. Presente sulle scene da quasi settant’anni, al pittore del Gruppo Como è dedicata questa prima mostra il cui pezzo più datato risale al 1939. Questa presso lo Spazio 2A di via Diaz 52 a Como, è la prima di quattro personali attraverso cui Alvaro Molteni si racconterà nel prossimo anno, rimarrà allestita fino al 12 settembre e raccoglie una selezione di quindici opere realizzate tra 1939 e 1952.
Lo SPAZIO 2A con questa mostra intende infatti promuovere la conoscenza dell’interessante percorso artistico di Alvaro Molteni e i suoi 90 anni. Documentando i momenti della sua evoluzione, ha puntato l’attenzione sulla produzione di maestri come De Chirico e Casorati, come su artisti che risulteranno in definitiva più vicini alla poetica che poi svilupperà nel tempo, come Carla Badiali, Manlio Rho e Aldo Galli.

L’artista si distinse giò dai suoi esordi, sfiorando la Biennale Futurista del 1942, da cui fu escluso solo all’ultimo momento perché troppo giovane. Alvaro Molteni ha attraversato quasi un secolo di astrattismo, percorrendolo con dedizione assoluta, cercando di fare proprio il segreto che conduce alla capacità di togliere, di lavorare per sottrazione e arrivare a ciò che sta al centro del fare arte.
L’essenza e la purezza stanno in una linea, nera soprattutto, ma anche bianca nel saltuario tentativo di staccarsi da un elemento forte e condizionante. L’indirizzo che si consoliderà negli anni successivi è all’insegna di in un astrattismo puro e quasi impenetrabile, nelle sue opere mira da subito all’essenziale ma sperimenta talvolta alcune morbidezze nella varietà del colori, nelle sfumature degli sfondi o in qualche momento figurativo. Ben presto il colore dominante di Molteni diventerà l’azzurro, in antitesi al non-colore bianco, unico a poter rappresentare il vuoto che dà un senso e un luogo alla forma.

Gli elementi all’interno dell’opera diventano man mano i protagonisti di quel processo di epurazione, alleggerimento e pulizia attorno al quale si concentra la difficile e affascinante arte astratta dell’artista comasco, la cui ultima rinuncia è per i titoli delle opere: “Non voglio condizionare chi guarda” dice, ed ecco che chi si ferma davanti all’opera si trova obbligato a una comprensione senza alcun aiuto. Anche le geometrie, già pure ed essenziali per definizione, sono destinate a diventare simboliche nel percorso artistico di Molteni. Rappresentate da poche righe, da colori ricorrenti e basici. Con un obiettivo di equilibrio ma anche di sconcerto che non si può evitare davanti alla riflessione su tutto ciò che apre uno sguardo sul vuoto.

L’attenzione alle geometrie e a composizioni di carattere astratto, si inserisce nel filone dell’astrattismo che maturò in Italia proprio tra gli anni Trenta e i Quaranta del secolo scorso, ma la sperimentazione dell’artista – come sottolinea Luigi Cavadini nel catalogo della mostra- “non si ferma a composizioni in cui, in modi più o meno rigorosi, si dispongono delle figure geometriche, ma si spinge alla costruzione di atmosfere entro cui articolare presenze semplici  e assolute, anticipando da subito quello che sarà poi, qualche decennio dopo, il filone più personale della sua produzione”.

E, ancora, nel catalogo si legge poi “l’originalità del suo linguaggio espressivo, fatto ora di colori piatti ora di atmosfere, ma sempre valorizzato da una gestione delle luci interne ai colori, che animano l’insieme attribuendo ad esso vibrazioni e suggestioni”. L’attività dell’artista nel campo del disegno per tessuti non lo ha comunque distolto dalla voglia di lasciare una sua traccia nel mondo dell’arte. E, ripercorrendo la sua storia creativa, bisogna ammettere che è riuscito nel suo intento.

Sostenuta dal Gruppo Le Soste, a mostra patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Como, dall’Associazione Comocuore, resterà aperta fino al 12 settembre, da martedì a domenica, dalle 10 alle 18. Como, Spazio 2A (via Diaz 52) 22 giugno – 12 settembre 2010 Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18.