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Depressione e disturbo bipolare

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La depressione e la sindrome bipolare sono malattie vere e proprie causate da disturbi chimici del cervello, che possono essere ereditari o genetici. A volte vengono causati dagli stress in persone geneticamente predisposte. La depressione può esordire ad ogni età, ma ha un picco intorno al 25° anno e sembra ne soffra il 10–15% della popolazione.
Le cause della depressione sono anche legate a modificazioni biologiche che regolano alcune sostanze come neuro trasmettitori e ormoni.
Viene evidenziata da carenza di energie, poca concentrazione, perdita di interesse sessuale, indecisione e poca fiducia in se stessi.

La sindrome bipolare è poco frequente, con una percentuale che varia dallo 0,4 all’1,5 % della popolazione. Chi ne soffre alterna fasi depressive a fasi maniacali, per questo motivo si preferisce distinguerla in tipo bipolare 1 e 2.
Quando il soggetto è nella fase depressiva manifesta un umore impermeabile agli accadimenti esterni, con mimica ridotta, poca concentrazione, tristezza, pessimismo e idee di morte.
Quando si passa alla fase maniacale si evidenzia una euforia comportamentale, giocosità, disinibizione, ottimismo ed estremo benessere. Questo tipo di umore però è molto instabile, perché anche piccole contrarietà possono scatenare episodi di irascibilità, aggressività e crisi di pianto. Sulla base del loro decorso i disturbi dell’umore vengono distinti in unipolari e bipolari.

Spesso questo tipo di malattie non vengono riconosciute e sono sottovalutate o mal curate. Si ignorano i sintomi o le famiglie non danno peso al paziente, invogliandolo a reagire ad uno stato di pigrizia o di scarsa volontà. Invece come per la polmonite o l’ipertensione, per queste patologie c’è bisogno di terapie farmacologiche mirate, che prevengano la compromissione del lavoro, della sfera sociale e degli affetti.
Affinché si possa tentare di arginare i fastidi che entrambe le malattie conseguono, c’è la necessità di utilizzare farmaci antidepressivi o regolatori dell’umore.
Siccome sono disturbi chimici, queste sostanze mettono ordine al disordine chimico che si manifesta. In molti casi a seguito di ciò, si consiglia di introdurre sedute psico-terapeutiche ad impronta cognitivo-comportamentale, con incontri settimanali in cui vengono spiegate le peculiarità della malattia specifica, i sintomi d’allarme e l’atteggiamento corretto da tenere sia da parte del paziente che da parte dei suoi familiari. Questo strumento può essere d’aiuto per gestire al meglio l’insorgenza di questi stati d’allarme e recare un pieno di benessere al soggetto sofferente, che diventa consapevole delle insidie del proprio contesto.