Home News Curiosità Il corallo: l’oro rosso del nostro Mediterraneo

Il corallo: l’oro rosso del nostro Mediterraneo

In via di estinzione, il corallo è ancora lavorato in alcune zone del Meridione come la Sardegna e Torre del Greco (Napoli)

817
CONDIVIDI

La lavorazione del corallo è un’arte che esiste da oltre 5000 anni. Già nell’antica Roma le donne erano solite indossare orecchini in corallo per attirare gli uomini. Un vero e proprio talismano, dunque, per l’amore ma usato anche contro il malocchio, per la sterilità, per prevenire incidenti, contro il nervosismo, la paura, la depressione.
Il corallo è usato anche come portafortuna per la casa. Basta prenderne un pezzo e toccare con esso ogni porta e finestra muovendovi in senso orario, poi metterlo in un luogo dove sia in piena vista e lasciare che compia la sua magia.
E se il corallo sparisse? In realtà, possiamo dire che, oggi, è in quantità minore rispetto al passato. Quali le cause e soprattutto che cos’è il corallo e dove vive?

Ne parliamo con la dottoressa Bentivegna, curatrice dell’Acquario di Napoli e col suo collaboratore  Andrea Travaglini. “Il corallo è un organismo animale coloniale marino che presenta cellule urticanti che gli consentono di nutrirsi ed è costituito da un insieme di parti che collaborano per la sopravvivenza della colonia. L’uomo, fin dall’antichità, ne ha apprezzato le bellezze e ha iniziato ad utilizzarlo per la fabbricazione di oggetti, tra cui monete e gioielli, ma è stato adoperato anche come afrodisiaco..

Il corallo prima della sua rarefazione si trovava negli strati più superficiali del mare, a una profondità di 4-5 metri, adesso bisogna scendere a diversi metri, all’incirca 200, per trovare rametti di pochi centimetri, poiché le colonie esistenti sono state quasi tutte raccolte.  Anche il riscaldamento globale, con temperature sempre più alte e l’inquinamento sono tra i fattori che ne hanno causato la diminuzione. Un tempo, nel Golfo di Napoli, esistevano le “corallere”, vere e proprie estensioni di corallo rosso che andavano da Castel dell’Ovo a Torre del Greco, ma nel corso dei secoli la continua pesca e il modus operandi dei pescatori, così aggressivo, ne ha distrutto una notevole quantità.

Attualmente il corallo rappresenta una specie protetta, ma pur essendo nella lista rossa della Convenzione di Washinghton, è soggetta a una normativa regionale, per cui ogni regione ha le proprie disposizioni. Il corallo rosso è una specie endemica del Mediterraneo, che vive tra l’Algeria, la Tunisia, la Sicilia e la Sardegna. Anche in altri mari troviamo il corallo però è diverso da quello del “mare nostrum”. Ultimamente si sta utilizzando per la manifattura quello del Pacifico”. Il corallo, comunque, in alcune zone come la Sardegna e Torre del Greco, in provincia di Napoli, rappresenta ancora oggi la materia prima del mercato artigianale pertanto c’è un grande interesse a difenderlo, per poterlo lavorare ancora nel tempo.

Se avete oggetti in corallo, ecco qualche utile consiglio per conservarlo più a lungo:

  1. Non spruzzare mai sul proprio corpo deodoranti o profumi dopo averli indossati, il corallo essendo un materiale naturale è soggetto all’aggressione di questi prodotti e potrebbe danneggiarsi e cambiare quasi colore.
  2. Non lavarsi mai con i gioielli di corallo addosso.
  3. Usare un panno morbido ed asciutto senza detergenti per la normale pulizia del tuo gioiello in corallo.
  4. Se i gioielli necessitano di una pulizia più accurata, inumidire un panno con un po’ di detergente neutro, ma sciacquare i gioielli velocemente ed asciugarli con cura.
  5. Non conservarli in prossimità di fonti di calore, potrebbero danneggiarsi notevolmente.