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L’ Università di Cambridge in vetta alla classifica delle eccellenze

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Siamo alla settima edizione del QS World University Rankings® e per la prima volta gli USA  non sono più in vetta.
L’università di Harvard, ha dovuto cedere il suo ambitissimo primo posto all’università di Cambridge, in UK, risultata la migliore nella somma di tutti i parametri considerati.
Nonostante Harvard sia preferita dai recruiter di tutto il mondo, Cambridge è stata considerata la migliore per la qualità della ricerca.
Al terzo posto si conferma Yale e al quarto l’University College of London.
Sembra strano che proprio quest’anno l’Inghilterra sia riuscita a scavalcare gli Usa in vetta alla classifica considerando le aspre critiche che sono state mosse al governo per la sua politica di tagli ai finanziamenti per le università.
In realtà, osservando meglio i criteri di valutazione presi in esame, ci si accorge che su Harvard hanno pesato alcune scelte, probabilmente dovute a contenere le spese (anche Harvard fa i conti con le spese) tra le quali la riduzione dell’assunzione di personale internazionale.
In effetti, il QS World University Rankings ha un’importante caratteristica che lo differenzia dagli altri rankings, come, del resto,  ha spiegato anche il responsabile del lavoro, Ben Sowter: “A differenza di altri ranking che si basano principalmente sugli indicatori statistici della ricerca universitaria, QS tiene conto anche delle più aggiornate opinioni di accademici e recruiter, il cui punto di vista è particolarmente rilevante per studenti e genitori. Il QS rankings rispecchia l’ambiente altamente competitivo della formazione terziaria e universitaria globale: anche le migliori università al mondo devono continuamente privilegiare scelte di qualità in ogni campo per mantenere la propria posizione“.
In ogni caso non ci sono stati grandi sconvolgimenti e gli USA mantengono comunque una posizione dominante nella parte superiore della classifica, posizionando ben 20 università del Paese tra le prime 50 e 31 tra le prime 100.
L’Italia compare soltanto al 176esimo posto con l’ “Alma Mater” di Bologna seguita a ruota dalla “Sapienza” di Roma, che scalando ben 15 posizioni dallo scorso anno, sale al 190esimo posto.
Per il resto dobbiamo accontentarci di figurare nella top 500: Padova (261°), Politecnico di Milano (295°), Pisa (300°), Firenze (328°), Pavia (363°).
Oltre il 400°  posto troviamo le università di Trento, Trieste, Roma Tor Vergata, Federico II di Napoli, l Politecnico di Torino, l’ateneo di Siena, l’università di Torino e la Statale di Milano.
Possiamo solo consolarci considerando che 10 università italiane su 15 hanno migliorato la loro posizione in classifica anche se siamo comunque lontanissimi dall’eccellenza raggiunta in altri stati.
In ambito artistico/umanistico il top italiano è Bologna che sale al 46esimo posto nella sottoclassifica dei settori disciplinari; per l’ambito tecnologico siamo al 63esimo posto con il Politecnico di Milano; per le scienze naturali al 30esimo posto c’è la Sapienza di Roma e, infine, per le scienze sociali abbiamo al 48esimo posto la Bocconi di Milano.