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Sperimentazione sugli animali: nuove norme dall’ UE

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Quando assumiamo un farmaco o utilizziamo questo o quel detergente, quando cerchiamo di apportare qualche modifica alla sfumatura dei nostri capelli o all’odore connaturato del nostro corpo, quando, davanti allo specchio, le nostre dolci signore tentano di evidenziare il colore dei loro occhi, la profondità del loro sguardo, la sensualità delle loro labbra con un ombretto, una matita o un rossetto di marca, difficilmente ci chiediamo quanti animali hanno sofferto prima che l’azienda produttrice potesse arrivare a quel prodotto
Finito. Sì, perché raramente si accosta questo o quel prodotto alla tenera e straziante immagine di un animale tristemente costretto in gabbia, all’interno di un laboratorio, sottoposto ad una costante e gratuita sofferenza.

Ma è vero anche che di rado accada il contrario, dimenticando che, a volte, la sperimentazione è necessaria per la salvezza di tante vite umane. Un sacrificio che, come controvalore, ha di per sé l’obiettivo di rendere possibile e, in alcuni casi, dignitosa, la vita di un essere umano che soffre. Tutto questo però richiedeva da tempo la regolamentazione attraverso una norma, unica e uguale per tutti i paesi dell’ Unione Europea, che ponesse un freno all’uso (e abuso!) smodato di animali da laboratorio destinati agli esperimenti. Stamattina il Parlamento Europeo ha votato la nuova direttiva che, in modo univoco, obbliga tutti i paesi dell’unione a garantire la protezione degli animali utilizzati per fini scientifici. Un provvedimento atteso da tempo che però, sembra, non abbia riscosso il favore sperato. Infatti pare che la nuova normativa, già contestata prima del voto da circa 40 europarlamentari rappresentati dal deputato dell’ Idv Sonia Alfano, non abbia convinto alcuni rappresentanti sia del mondo scientifico che di quello  politico e culturale. Secondo alcuni eminenti rappresentanti della comunità scientifica, l’approvazione del provvedimento potrebbe portare all’apertura di più esperimenti; per i rappresentanti del gruppo dei Verdi, invece, è da contestare la mancata possibilità per gli Stati membri di mantenere legislazioni più severe in materia di utilizzazione degli animali.

Controversie, queste, che hanno già spinto l’europarlamentare del PDL Cristina Muscardini a chiedere il riesame della direttiva. Anche il deputato dell’Udc-Ppe Tiziano Motti si è detto deluso di fronte ad una normativa che, a suo avviso, rappresenta un vero e proprio “passo indietro” nella salvaguardia dei diritti degli animali. Certamente non mancano delle voci a favore, come quella dell’onorevole pidiessino Paolo De Castro,  secondo il quale il risultato raggiunto con la votazione odierna “e’ un buon compromesso”.