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Cattivissimo Me: Gru è il cattivo del villaggio

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Un cattivo così non s’era davvero mai visto. E’ targato Illumination Entertainment l’ultimo asso nella manica in fatto di animazione e si intitola “Cattivissimo Me”, prodotto da Chris Meledandri (padre anche de “L’era glaciale”) e diretto da Pierre Coffin e Chris Renaud.
La bellezza grafica unita all’utilizzo di sofisticate tecniche (tra l’altro il film è, neanche a dirlo, un’opera in 3D) fanno di “Cattivissimo Me” un prodotto davvero imperdibile che ha nella storia, originale e divertente, il suo punto di forza.

Gru (il cui doppiaggio italiano è affidato a Max Giusti) è il “cattivo del villaggio”; fra le villette di un quartiere verde e colorato si erge la sua abitazione, cupa come si conviene alla fortezza di un essere malefico.
La passione di Gru è il male, perpetrato in ogni sua forma: adora far piangere i bambini, rubare oggetti di (dubbio) valore; fra le imprese di cui si bea vi è il furto delle piramidi egizie o, meglio, della loro copia in scala ridotta conservata in un museo.
Poca roba quindi. Ma, nonostante ciò, Gru non teme rivali, almeno fino all’arrivo su piazza di un vero cattivo: Vector, un nerd in tutina latex che mina la sua malvagia reputazione.

Con i suoi prodi e servizievoli Minion – un esercito davvero singolare -, e supportato dal “genio” dello scienziato pazzo, il dottor Nefario, Gru tenterà l’impresa della vita: rubare la luna.
Per farlo, però, dovrà prima rubare l’attrezzatura necessaria in casa del nemico e c’è un solo modo per farlo, ovvero sfruttando la debolezza di Vector per i biscotti venduti porta a porta da un trio di deliziose orfanelle. Da qui la grande idea di Gru: adottare le ragazzine e penetrare così nella fortezza di Vector.
Peccato che, sotto quella corazza da cattivone, Gru nasconda l’animo puro di chi ha avuto un’infanzia difficile.
D’altronde si sa: il bene trionfa sempre.