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Finisce l’incubo per i 33 minatori cileni intrappolati a 600 metri sotto terra

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Finalmente la luce! Dopo 69 giorni di tenebre, intrappolati in una miniera in Cile a 600 metri di profondità, i minatori stanno ritornando alla superficie grazie all’aiuto dei soccorritori che hanno lavorato strenuamente in questi ultimi due mesi.
Florencio Avalos è stato il primo dei tre minatori a vedere la luce. A gettarsi subito tra le sue braccia è stato il figlio di otto anni che lo aspettava tesissimo sul bordo del pozzo, mentre tutto intorno esplodeva la gioia di familiari, tecnici e giornalisti.
Poi, a poco a poco, dalle viscere della terra hanno cominciato a riemergere anche altri: un’ora dopo è risalito Mario Sepulveda inscenando un piccolo show tra le grida e salti di gioia.
Dopo una breve sosta per la revisione della capsula Fenix, è riemerso in superficie Osman Araya, 30 anni, subito abbracciato dalla moglie.
Finora sono 8 i minatori estratti, ma le operazioni di recupero procedono senza sosta.
Quattro dei primi sette minatori estratti sono stati già trasferiti nell’ospedale di Copiapo, dove saranno trattenuti in osservazione per 48 ore.
Il trasferimento è avvenuto in elicottero, in quanto nella zona della miniera le condizioni meteo sono decisamente migliorate rispetto ai giorni scorsi.
Il Cile è in festa e la gente, a Santiago, è scesa in piazza per festeggiare. I cileni a Washington si sono raccolti davanti alla loro ambasciata per seguire su un maxi-schermo le fasi del salvataggio con un tifo da stadio. Otto colpi di sirena hanno salutato gli otto minatori estratti.

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