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Summit Nagoya, WWF: “Stop a perdita biodiversità”

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Si è aperta oggi la Conferenza delle Parti sulla Convenzione per la Biodiversità (COP10), l’evento che conclude un Anno dedicato alla difesa della diversità biologica sul pianeta.   Gli obiettivi che la Convenzione aveva posto entro il 2010 non sono stati raggiunti e per questo i delegati a Nagoya dovranno non solo concordarne di nuovi  ma anche impostare i meccanismi che consentano di finanziare le azioni per raggiungerli. Il WWF sarà presente con una propria delegazione internazionale e ha previsto numerosi ‘side events’ nel corso del Summit. L’obiettivo è quello di far raggiungere nuovi accordi in grado di fermare la continua perdita di ricchezza di vita e la continua erosione dei sistemi naturali. La biodiversità ricorda il WWF è una vera e propria assicurazione sulla vita per gli abitanti del pianeta, assicura i più importanti servizi che la natura possa offrirci, come aria pulita e acqua per le nostre città, suoli fertili, risorse marine per la nostra alimentazione  e risorse genetiche e sostanze naturali per la nostra salute.

Il meccanismo più innovativo che il WWF chiede venga  avviato è quello capace di mettere finalmente ‘in conto la natura’,ovvero, incorporare i valori della biodiversità nella contabilità nazionale, nelle strategie di riduzione della povertà e di sviluppo nonchè nei processi di pianificazione. Inoltre si chiederà di ‘alzare’ l’asticella per le aree protette facendo del 20% del territorio globale un obiettivo concreto di difesa entro il 2020. Fino ad oggi sono senza protezione gli habitat che contengono almeno un quinto di tutte le specie minacciate mentre gli Oceani sono difesi con aree protette per meno dell’1% . Saranno chiesti anche interventi drastici per eliminare progressivamente i cosiddetti ‘sussidi perversi alla pesca dato che la capacità di sfruttamento  degli oceani e delle coste non è più sostenibile. Il sovra sfruttamento dei mari comporta un danno che la Banca Mondiale ha stimato, in termini di redditività perduta,  di  50 miliardi di dollari l’anno con 27 milioni di posti di lavoro a rischio e il benessere di oltre un miliardo persone colpito. Interventi chiesti anche per raggiungere l’obiettivo di “deforestazione zero” al 2020 per  rendere gli ecosistemi forestali sani e ricchi di biodiversità e dunque più resistenti anche alle conseguenze dei cambiamenti climatici. Verrà chiesto anche Protocollo che riconosca gli interessi dei paesi più a ‘rischio-biodiversità e che garantisca i diritti delle popolazioni locali sulle risorse genetiche e le conoscenze tradizionali”.

Ufficio stampa WWF Italia

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