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Lapo Sagramoso: ‘Roma e il Tahmisat’

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Età dell’Oro di Roma nella pittura visionaria del pittore e scrittore Lapo Sagramoso.

Inaugurata ‘Roma e il Tahmisat’, nella galleria di Francesca Antonacci in via Margutta, alla presenza di numerosi esponenti della nobiltà italiana, fra i quali don Ludovico dei principi Massimo Lancellotti, don Giovanni e donna Patricia dei principi Aldobrandini, il principe Carlo Giovannelli, il marchese Emanuele Carrassi del Villar e i duchi Vittorio Catalano Gonzaga e Blasco Notarbartolo di Villarosa.
Fra gli ospiti anche Gigi Marzullo, Francesca Grimaldi della Siae e Fra’ Matthew Festing del Sovrano Militare Ordine di Malta (Smom).

Il conte veronese in questa sua personale racconta gli splendori di una Capitale assoggettata agli abitanti di una terra fantastica in cui bellezza, poesia, umanità e saggezza regnano sovrane: il Tahmisat, luogo immaginario e misterioso, consacrato all’arte.
Nel Tahmisat, paese misterioso collocabile in un incerto Oriente asiatico, ognuno è invitato ad entrare a patto di lasciare al confine le pesantezze e le volgarità.
I tahmisi, pur privi di cupidigia e di ambizioni imperialiste, hanno espanso la loro influenza in molte parti del mondo. In un certo periodo, secondo la visione di Sagramoso, conquistata Roma l’hanno governata dando prova di grande abilità e saggezza e la città si sentì restituita a se stessa.

Nei suoi acquerelli e nei suoi oli, l’artista espone una Roma in cui fenicotteri zampettano nelle fontane, gazzelle tengono ripulite dalle erbe le piazze cosparse di sabbia bianca, cavalli e cammelli sostituiscono le auto e i tilbury tintinnanti di campanelle gli autobus fumiganti.