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Mario Monicelli si è suicidato

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Non posso andare avanti: devo dirvi che e’ morto Mario Monicelli. Lo avremmo tanto voluto qui, ma era malato e adesso non c’e’ più”. Fabio Fazio, nel corso dell’ultima puntata di Vieni via con me, ha ricordato così il grande regista scomparso in serata.

In realtà Mario Monicelli non è morto per il tumore alla prostata che lo teneva ricoverato all’ospedale San Giovanni di Roma. Il grande regista si è ucciso lanciandosi dal quinto piano del reparto di urologia. Anche il padre, Tommaso, noto giornalista antifascista, era morto, nel 1946, suicida. A tal riguardo aveva detto: “Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto”.

È stato il padre e il più celebre esponente di quel genere cinematografico che va sotto il nome di commedia all’italiana. Lo testimonia l’elenco dei suoi film più noti (La grande guerra, Soliti ignoti, Amici miei, Guardie e ladri, L’armata Brancaleone, La ragazza con la pistola) e l’elenco degli attori della commedia all’italiana divenuti grandi e indimenticabili anche grazie a lui (Vittorio Gassman, Totò, Marcello Mastroianni, Alberto Sordi, Monica Vitti).

Nell’ultimo anno, Monicelli ha mostrato tutta la sua lucidità quando è intervenuto nella trasmissione “Rai per una notte” per esprimere il suo dissenso ai tagli alla cultura.

Ai giovani che vogliono accostarsi al cinema ha lasciato un consiglio prezioso: “Scegliere storie di una semplicità elementare, che è la cosa più difficile. Non mettere troppe cose e troppi personaggi nel tentativo di renderle interessanti. Sono le storie semplici che nel tempo continuano a emozionare”.

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