Home News Curiosità Università di Pisa: nel futuro dell’architettura…. il vetro come cemento

Università di Pisa: nel futuro dell’architettura…. il vetro come cemento

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Da oggi, utilizzare il vetro come materiale d’ediliza sarà ancora più semplice, grazie al Design Crack Method – Metodo della Fessura di Progetto. Il merito è del ricercatore Manuel Santarsiero della facoltà di Ingegneria di Pisa. L’ allievo del professor Maurizio Froli del dipartimento di ingegneria civile, ha messo a punto un nuovo sistema di calcolo molto meno costoso di quelli attualmente in uso per stabilire la resistenza del vetro strutturale. “Si tratta – precisa Santarsiero – di un metodo teorico di calcolo che permette di colmare una lacuna che oggi esiste in questo settore”.

Il problema: come misurare la resistenza del vetro? I metodi tradizionali di previsione teorica della resistenza dei materiali da costruzione – spiega Froli – non sono infatti efficaci nel caso del vetro che si rompe con bizzarre modalità apparentemente inspiegabili e aleatorie”. Così come avviene per il cemento armato, l’acciaio, il legno, le normative europee in materia di edilizia (i cosiddetti Eurocodici)  impongono anche per il vetro di misurare il grado di sicurezza tramite calcoli probabilistici. Impresa ardua, che comporta prove sperimentali dispendiose e l’uso di particolari software.

La soluzione: il Design Crack Method.Il metodo di calcolo che abbiamo ideato – dice Santarsiero –  è di tipo semi-probabilistico e costituisce un punto di incontro tra la semplicità e rigore”. In altre parole, questa nuova teoria è in grado di prevedere in modo attendibile non solo l’intensità dei carichi di rottura istantanei ma anche il tempo di vita residuo di una struttura in vetro sottoposta a forze di lunga durata o permanenti.

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